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Detrazioni: Ristrutturazioni legate ai bonifici

del 22/06/2012
di: di Fabrizio G. Poggiani
Detrazioni: Ristrutturazioni legate ai bonifici
Detrazione al 50% sulle ristrutturazioni edilizie ancorata alla data di pagamento che deve avvenire necessariamente mediante bonifico bancario e/o postale, nell'intervallo tra la data di entrata in vigore del «dl crescita» e il 30 giugno 2013.Con l'articolo 11, del decreto citato (si veda ItaliaOggi 16/06/2012), il legislatore è intervenuto a innalzare le soglie di detrazione ai fini Irpef delle ristrutturazioni, in un tempo limitato di circa un anno, prevedendo una nuova percentuale di detrazione (50%) e una nuova soglia (96 mila euro) per ciascuna unità abitativa.La disposizione, come indicato nella relazione illustrativa, tende a favorire le imprese operanti nel comparto edile, attualmente in forte crisi, innescando un maggior interesse da parte dei contribuenti a eseguire interventi di ristrutturazione edilizia; la contrapposizione di interessi tra il committente e il prestatore comporta, inevitabilmente, un incremento di fatturato (e di maggiori imposte) per il prestatore e il contenimento della pressione fiscale a cura del contribuente (detrazione spendibile in un decennio che abbatte, fino a concorrenza, l'Irpef dovuta).In pratica, dal momento in cui il decreto in commento entra in vigore (la pubblicazione è attesa per i primi giorni della prossima settimana), nonostante la presenza dell'articolo 16-bis, dpr n. 917/1986 che prevede la detrazione del 36% da calcolarsi su un tetto ridotto pari a 48 mila euro, il committente potrà ottenere maggiori benefici. Innanzitutto, la disposizione fissa un criterio di «cassa» per l'applicazione della nuova detrazione (50% su 96 mila euro di spesa), facendo riferimento alle spese «sostenute» dalla data di entrata in vigore del decreto fino al 30 giugno 2013, per gli interventi di ristrutturazione indicati nel citato art. 16-bis del Tuir (manutenzione, restauro, risanamento conservativo e quant'altro), a prescindere dalla categoria catastale attribuita all'unità abitativa, comprese le rurali, di cui al comma 3, art. 9, dl n. 557/1993.

Se l'unità immobiliare è cointestata, il nuovo limite deve essere suddiviso tra i proprietari, tenendo conto che può utilizzare il bonus anche solo il contribuente che detiene l'unità abitativa, a prescindere dalla proprietà che può essere di altro soggetto (si parla di promittente acquirente, di locatario e di comodatario).

Inoltre, il comma 4, del citato art. 16-bis del Tuir dispone che se gli interventi sono una mera prosecuzione di interventi iniziati in anni precedenti, si deve tenere conto, ai fini del computo della soglia, anche delle spese sostenute nei medesimi (precedenti) anni (Agenzia delle entrate, circ. 9/E/2002 § 7.3 e n. 15/E/2002) mentre il tetto può essere «sbancato» quando i lavori eseguiti in un determinato anno consistono in nuovi interventi di recupero (Agenzia delle entrate, circ. 9/E/2012 § 7.4), con riferimento ai contenuti di ogni concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori. Di conseguenza, se il contribuente nel corso del 2012 ha già iniziato una ristrutturazione, raggiungendo nel corso del mese di maggio la soglia di 48 mila, dopo l'emanazione del decreto in commento potrà arrivare sino a 96 mila euro, detraendo sull'ulteriore quota (48 mila euro) il 50%, in luogo del 36%. Pertanto, il limite di spesa, per il medesimo intervento eseguito nel corso del 2012, passa da 48 mila a 96 mila anche se riferibili alla stessa concessione o autorizzazione, mentre il contribuente dovrà solo preoccuparsi, salvo diverse precisazioni ministeriali, di eseguire il pagamento (bonifico) in data successiva all'entrata in vigore del decreto sviluppo. Infatti, il beneficiario del bonus, oltre che ottenere la fattura del prestatore emessa nel rispetto delle disposizioni di cui all'art. 6, dpr n. 633/1972 (momento del pagamento o, se in data anteriore, dell'emissione della fattura o del pagamento dell'acconto) deve fare attenzione che i pagamenti siano eseguiti nell'intervallo tra la data di entrata in vigore del decreto sviluppo e quella del 30/06/2013.È necessario, inoltre, eseguire il pagamento mediante bonifico bancario e/o postale, contenente la causale di pagamento, nonché il codice fiscale del destinatario della detrazione e il codice fiscale o la partita Iva del beneficiario del bonifico (Agenzia delle entrate, ris. n. 55/E/2012). La procedura in commento si rende applicabile, per espressa previsione legislativa (comma 2, dell'art. 11 dl sviluppo) anche alle spese destinate al risparmio energetico (55%) e, pertanto, per quelle sostenute nel corso dell'anno 2012 si avranno due distinte entità di detrazione: sino alla data di entrata in vigore del decreto, infatti, ai bonifici eseguiti per il pagamento delle fatture ricevute sino a tale data, si rende applicabile la detrazione del 36%, mentre per le spese sostenute da tale data sino al 30/06/2013 si renderà applicabile la detrazione del 50%. Ciò in conseguenza della modifica introdotta dal decreto in commento che anticipa l'assorbimento di tali spese tra quelle indicate nell'art. 16-bis del Tuir, a decorrere dall'1/1/2012, anziché dall'1/1/2013.

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