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Obbligo di Pec: L'archivio rapporti si allarga

del 22/06/2012
di: di Giovanni Galli
Obbligo di Pec: L'archivio rapporti si allarga
Società di microcredito e istituti di pagamento al debutto per l'invio delle comunicazioni all'archivio rapporti. Si allarga il campo dei soggetti tenuti a trasmettere, all'Agenzia delle entrate, le comunicazioni relative ai rapporti finanziari che fanno capo a loro. Con provvedimento del 20 giugno, firmato da Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle entrate, viene esteso anche a istituti di pagamento e società di microcredito l'obbligo di avere una pec e di rispondere alle richieste di cui all'art. 32 del dpr 600. Portando a 20 il numero delle macrocategorie di soggetti a cui il fisco può inviare le proprie richieste nell'ambito ad esempio delle indagini finanziarie. Con il provvedimento si specifica che a partire dal 1° luglio 2012 le istanze di proroga degli operatori finanziarie dovranno essere effettuate esclusivamente in via telematica. Le modalità di inoltro della proroga in via telematica, già utilizzata dagli operatori finanziari è resa obbligatoria.

Nell'Archivio dei rapporti finanziari sono censite tutte le comunicazioni degli intermediari relative ai rapporti continuativi esistenti intrattenuti con la clientela, a partire dalla data del 1° gennaio 2005, alle operazioni extra-conto (esclusi i versamenti effettuati tramite bollettino di conto corrente postale inferiori a 1.500 euro), nonché ai rapporti diversi da quelli intrattenuti con i titolari dei rapporti continuativi o delle stesse operazioni extra-conto (procure e deleghe). Secondo i dati diffusi dalla Guardia di finanza e dall'Agenzia delle entrate, nel database sono registrati oltre 950 milioni di rapporti e più di 90 milioni operazioni extra-conto, mentre i soggetti tenuti a inviare i dati sono circa 13 mila. L'articolo 7 del dpr n. 605/1973, infatti, disciplina le comunicazioni obbligatorie all'Anagrafe tributaria cui sono tenuti alcune categorie di soggetti, tanto pubblici quanto privati, individuati dalla legge (p.a., camere di commercio, professionisti, aziende, banche, intermediari finanziari, amministratori di condominio). In particolare, il comma 6 pone a carico degli istituti di credito, delle Poste italiane e degli intermediari finanziari (Sim, Sgr, Oicr, Fiduciarie) l'onere di rilevare e tenere in evidenza i dati identificativi, compreso il codice fiscale, di ogni soggetto che intrattenga con loro qualsiasi rapporto, anche per conto di terzi. L'esistenza di questi rapporti e/o di qualsiasi operazione compiuta al di fuori di un rapporto continuativo deve essere quindi comunicata mensilmente, in via telematica, al «cervellone» del fisco. Nel database finiscono pertanto conti correnti, conti deposito titoli e/o obbligazioni, conti deposito a risparmio, rapporti fiduciari, gestioni patrimoniali e collettive del risparmio, certificati di deposito e buoni fruttiferi, carte di credito e di debito, garanzie, crediti, finanziamenti e partecipazioni. Gli operatori chiamati dalla legge alla comunicazione devono provvedere a inviare i dati anagrafici dei clienti (sia persone fisiche che giuridiche), i dati dei contestatari o contitolari, dei delegati o dei procuratori, la natura del rapporto intrattenuto, la data di inizio o fine rapporto e della procura o delega, la data della prima operazione extra-conto effettuata nell'anno.

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