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Confedilizia e sicurezza: Antiterrorismo stop

del 22/06/2012
di: di Matteo Rigamonti
Confedilizia e sicurezza: Antiterrorismo stop
Comunicazione «cessione di fabbricato» addio per i contratti di locazione e comodato registrati. Lo rende noto la Confedilizia, segnalando che la previsione è contenuta nell'art. 2 dl n. 79/2012 in materia di sicurezza pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 giugno e già in vigore.

Per tutti i contratti di locazione e di comodato di fabbricati o di porzioni di fabbricati sia ad uso abitativo sia ad uso diverso dall'abitativo per i quali è obbligatoria la registrazione, non è più dovuta dunque la comunicazione di cessione di fabbricato, nota anche come «denuncia antiterrorismo», prevista da un provvedimento datato 1978 in caso di permanenza nell'immobile superiore a un mese.

La registrazione del contratto, infatti, spiega la Confedilizia, «assorbe» l'obbligo in questione. Mentre negli altri casi, come i contratti di comodato verbali, permane l'obbligo di comunicazione all'autorità locale di pubblica sicurezza o, in mancanza, al sindaco. Comunicazione che potrà avvenire anche in via telematica non appena sarà stato varato un apposito decreto del ministero dell'interno, come previsto dalla nuova normativa.

Lo stesso provvedimento dispone inoltre che resti in vigore, anche per i contratti per i quali è dovuta la registrazione, un analogo obbligo di comunicazione previsto, da una normativa del 1998, quando ad occupare l'immobile sia un cittadino di stati non appartenenti all'Unione europea.

Le nuove disposizioni, rileva la nota della Confedilizia, risolvono alcuni dubbi che si presentavano nell'interpretazione della pregressa normativa.

Vigili del fuoco. Il dl 79 contiene anche disposizioni che interessano il Corpo dei vigili del fuoco. L'art. 4, in primo luogo, ristabilisce, a decorrere dal 2012, i fondi per retribuire i cosiddetti «discontinui», ovvero il personale volontario che presta servizio per un periodo determinato e che per questo viene retribuito. La legge di stabilità (n. 183/2011), infatti, aveva ridotto il fondo a disposizione di 57 milioni di euro. Ora il taglio viene ridotto a 27 milioni di euro perché 30 sono rimessi a bilancio a decorrere dal 2012.

In secondo luogo, l'art. 3, sblocca un problema giuridico sui concorsi per caposquadra e caporeparto. I concorsi infatti erano bloccati per l'impossibilità a rimpiazzare i posti liberati dai capisquadra che vincevano il posto di caporeparto. La decorrenza giuridica dei posti messi a concorso è ora fissata al 1° gennaio dell'anno successivo a quello in cui si è verificata la disponibilità.

L'art. 5 del decreto contiene, infine, disposizioni in materia di Fondo nazionale per il servizio civile e di sportelli unici per l'immigrazione.

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