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Lavoratori a bocca asciutta, niente agevolazione

del 21/06/2012
di: di Daniele Cirioli
Lavoratori a bocca asciutta, niente agevolazione
Dipendenti a bocca asciutta. La scarsità di risorse finanziarie, infatti, rende impossibile il ripristino della vecchia detassazione. Molti lavoratori (per esempio, quelli che l'anno scorso hanno avuto un reddito tra i 30 e i 40 mila euro) sono così costretti a rinunciare all'agevolazione fiscale di pagare le tasse ridotte (al 10%) sui premi di produttività; e quelli che comunque ne conservano il diritto (cioè chi l'anno scorso ha avuto un reddito non superiore a 30 mila euro) deve comunque accontentarsi di fruire di uno sconto ridotto, ossia su un importo massimo di 2,5 mila euro. Lo ha spiegato, ieri, in commissione finanze alla camera, il sottosegretario all'economia Vieri Ceriani, rispondendo al question time e giustificando il taglio dell'agevolazione con la scarsità di risorse (sarebbe necessario reperirne nuove per circa 365 milioni di euro nel 2012 e per circa 137 milioni di euro nel 2013 in termini di cassa). In particolare, è stato chiesto al governo di ripristinare i fondi per la detassazione dei premi produttività a partire dal 1° gennaio 2012. In base al dpcm 23 marzo (in G.U. il 30 maggio), quest'anno il bonus risulta fortemente ridimensionato, come accennato, perché è sceso sia l'importo massimo detassabile (a 2,5 mila euro da 6 mila euro dell'anno scorso) e sia il reddito che dà diritto all'incentivo (da 40 mila a 30 mila). In sede di legge di stabilità 2012, ha spiegato il sottosegretario del ministero economia e finanze, è stato disposto per la prima volta un limite di stanziamento di 835 milioni per il 2012 e di 63 milioni per il 2013. Al fine di ricondurre il costo del provvedimento di proroga per il 2012 a tali importi, sono state effettuate stime, sempre basate sugli ultimi dati disponibili del monitoraggio dei versamenti dell'imposta sostitutiva, che hanno portato a delimitare i limiti di reddito e di somma erogata agevolata rispettivamente a predetti importi di 30 mila e 2,5 mila euro, mantenendo l'aliquota dell'imposta sostitutiva al 10%. Inoltre, il sottosegretario ha evidenziato che, laddove venissero ripristinati per il 2012 il limite di reddito a 40 mila euro per i dipendenti fruitori dell'agevolazione e il limite di somme erogate oggetto di imposta sostitutiva (agevolata) pari a 6 mila euro, sarebbe necessario reperire risorse idonee a far fronte ai maggiori oneri derivanti di circa 365 milioni di euro nel 2012 e circa 137 milioni di euro nel 2013 in termini di cassa.

Stima Imu. In una seconda risposta, il sottosegretario ha spiegato quali iniziative il ministero intende adottare al fine della corretta stima del gettito atteso dell'imposta municipale propria (Imu), per evitare che gli enti locali siano costretti ad aumentare l'imposizione fiscale per compensare la riduzione dei trasferimenti loro spettanti a valere sulle risorse del fondo sperimentale per il riequilibrio. Ceriani ha detto che il dipartimento delle finanze e l'agenzia delle entrate, una volta acquisiti i dati relativi ai versamenti per singolo comune della prima rata dell'Imu, potranno stimare il gettito atteso su base annuale. Tale stima verrà confrontata con il gettito Imu e, conseguentemente, si procederà a livello di singoli Comuni ad una revisione dei trasferimenti.

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