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Inps: Gli assegni familiari decisi dalla tassazione

del 20/06/2012
di: Daniele Cirioli
Inps: Gli assegni familiari decisi dalla tassazione
La tassazione per trasparenza penalizza il socio di srl ai fini dell'erogazione dell'anf. Rispetto alla tassazione ordinaria, infatti, nel qual caso l'utile imputabile al socio rileva soltanto se effettivamente erogato, la tassazione per trasparenza comporta che l'utile rileva sempre e comunque, e per intero, a prescindere dalla sua effettiva distribuzione al socio. Lo precisa l'Inps nel messaggio n. 10225/2012.

Soci di srl e anf. I chiarimenti dell'Inps arrivano in risposta a specifici quesiti riguardanti i redditi da considerare per l'erogazione degli assegni al nucleo familiare nel caso in cui i componenti il nucleo siano soci di srl (si ricorda che il reddito familiare costituisce discriminante per il diritto e la misura dell'assegno). In particolare, poiché ai fini contributivi è previsto che il reddito imponibile per i soci di una srl sia costituito da una parte degli utili della società, in ragione della quota di partecipazione, a prescindere dall'effettiva distribuzione, è stato chiesto all'Inps se è possibile considerare tale stesso imponibile contributivo quale reddito d'impresa imputabile al socio ai fini liquidativi di prestazioni relative ai trattamenti di famiglia.

I chiarimenti. L'Inps, innanzitutto, ricorda che la normativa (dl n. 69/1988) dispone che, ai fini anf, il reddito del nucleo familiare è dato dall'ammontare dei redditi complessivi, assoggettabili all'Irpef, conseguiti dai suoi componenti; e che alla formazione di tale reddito complessivo concorrono altresì i redditi di qualsiasi natura, ivi compresi quelli esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta o ad imposta sostitutiva se superiori a euro 1.032,91 (vecchie 2.000.000 di lire). Pertanto, precisa, ai fini dell'erogazione dell'anf vanno presi in considerazione i redditi che sono imputabili direttamente in capo ai soci. A questo punto, però, aggiunge l'Inps, occorre verificare il tipo di trattamento fiscale adottato dalla società, tra le due possibilità della 1) tassazione ordinaria e della 2) tassazione per trasparenza, poiché a ciascuna di esse corrispondono diversi criteri (si veda tabella).

Tassazione ordinaria. Due le ipotesi per la tassazione ordinaria, a seconda che ci sia stata o meno l'effettiva distribuzione degli utili da parte della società. Nel primo caso (distribuzione di utili), spiega l'Inps, si distinguono due casi:

  • il socio è qualificato = il reddito rilevante ai fini anf è costituito dal 49,72% dell'utile percepito in proporzione alla quota di partecipazione (si ricorda che la partecipazione è «qualificata» se almeno uno dei due parametri indicati all'articolo 67 lettera c del Tuir è superato, ossia se la partecipazione al capitale sociale supera il 25%, 5% per società quotate, ovvero se c'è titolarità del diritto di voto superiore al 20%, 2% per società quotate;

  • se il socio non è qualificato = il reddito rilevante ai fini anf è costituito dall'utile percepito, se tale importo, sommato ad altri redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o a imposta sostitutiva, risulta superiore a euro 1.032,91.

    Nel caso invece in cui la srl non abbia proceduto a un'effettiva distribuzione di utili, il reddito del socio rilevante ai fini anf sarà pari a zero.

    Tassazione per trasparenza. In tal caso, indipendentemente dalla distribuzione degli utili, il reddito del socio rilevante ai fini anf è costituito dal reddito della società imputato al socio in proporzione alla quota di partecipazione.

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