Sotto la lente dei giudici costituzionali ci sarà oggi l'articolo 4 della legge, ossia il cuore della norma che permette l'interruzione volontaria di gravidanza entro 90 giorni dal concepimento: per il giudice tutelare di Spoleto (il caso in esame riguarda la richiesta di abortire da parte di una minorenne che, non volendone parlare con i genitori, si era recata con il fidanzatino presso un consultorio, spiegando di non ritenersi «in grado di crescere un figlio») sarebbero violati gli articoli 2 (diritti inviolabili dell'uomo), 32 primo comma (diritto alla salute), 11 e 117 della Costituzione (sui rapporti tra diritto comunitario e diritto nazionale).
Infatti, a sostegno della sua tesi, il giudice della cittadina umbra cita una sentenza della Corte di giustizia Ue, che aveva affrontato il tema dell'«embrione umano». Nessuna parte si è costituita nella causa a Palazzo della Consulta, motivo in più per svolgere l'udienza in camera di consiglio, come prevede il regolamento della Corte.
