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Agenzia delle Entrate: Ogni giorno 28 reclami anti-fisco

del 20/06/2012
di: di Valerio Stroppa
Agenzia delle Entrate: Ogni giorno 28 reclami anti-fisco
Sono oltre 2 mila i reclami contro atti di importo fino a 20 mila euro pervenuti alle direzioni territoriali dell'Agenzia delle entrate dal 2 aprile 2012 (data di entrata in vigore della novità) ad oggi. Poco più di 28 reclami al giorno. Circa 300 solo in Lombardia. Ma, una volta a regime, il filtro pre-contenzioso introdotto dal dl n. 98/2011 dovrebbe far recapitare agli uffici circa 10 mila reclami ogni mese. È questo il quadro emerso dal IX convegno annuale Codis (il coordinamento degli ordini dei commercialisti lombardi), che si è tenuto ieri al teatro Angelicum di Milano. L'incontro era dedicato al nuovo meccanismo del reclamo e della mediazione disciplinato dall'articolo 17-bis del dlgs n. 546/1992. «Un istituto nel quale crediamo molto, per migliorare la qualità dell'azione amministrativa e per ridurre sensibilmente un ricorso al giudice tributario che nel nostro paese assume caratteri patologici», spiega Vincenzo Busa, direttore centrale affari legali e contenzioso dell'Agenzia delle entrate, «i tradizionali strumenti deflativi del contenzioso scontano criticità quali la non obbligatorietà, l'asistematicità e la difficoltà a misurarne l'efficacia. La mediazione tributaria risolve tutti questi problemi. Nonostante qualche giudizio critico rivolto dagli operatori potrà essere utile a cambiare la cultura fiscale dei contribuenti». Ma anche quella degli uffici. «Con l'arrivo del reclamo/mediazione l'amministrazione non ha più alibi per non applicare l'autotutela nei casi in cui il contribuente ha ragione», osserva Antonio Tangorra, capo dell'ufficio legale della direzione regionale lombarda delle Entrate, «l'Agenzia si è organizzata adeguatamente per garantire la tempestiva conclusione di almeno il 90% dei procedimenti con un atto che assicuri la giusta imposizione». Nel corso del dibattito, condotto dal coordinatore Codis Ermanno Werthhammer, non è mancata la voce dei professionisti. «Sarebbe sciocco dire che la mediazione tributaria ha ricevuto un'accoglienza entusiastica», afferma Alessandro Solidoro, presidente dell'Odcec Milano, «tuttavia, al netto dei difetti di costruzione, sarebbe una grave colpa di tutti noi non impegnarsi al 101% per farla funzionare a dovere».

Ma il convegno di ieri ha anche sancito, di fatto, il passaggio di consegne al vertice della Dr Lombardia delle Entrate: dal 2 luglio, infatti, il direttore regionale Carlo Palumbo sarà sostituito dal direttore uscente della Dr Lazio, Eduardo Ursilli, andando a ricoprire proprio l'analogo ruolo nella capitale. «Al momento il rapporto tra fisco e cittadini è molto teso», sottolinea Palumbo, «la mediazione tributaria può essere uno strumento di riavvicinamento. Già oggi in Lombardia gli uffici fanno acquiescenza a più della metà delle sentenze sfavorevoli. In tutti questi casi, laddove ricorrano i presupposti, piuttosto che dare ragione a un giudice che ci dà torto potremo darci torto da soli, con un sensibile risparmio di tempi e costi, anche per i contribuenti». Presente tra il pubblico lo stesso Ursilli che, a due settimane dall'insediamento a Milano, anticipa che «forti delle positive esperienze degli ultimi anni, sarà garantita una stretta collaborazione con gli ordini professionali». Maurizio Logozzo, ordinario di diritto tributario dell'università Cattolica di Milano, ha quindi analizzato l'istituto della mediazione ponendolo in relazione anche alla giurisprudenza costituzionale.

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