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Regolarizzazione contributiva: Durc a norma con l'invito

del 19/06/2012
di: di Daniele Cirioli
Regolarizzazione contributiva: Durc a norma con l'invito
L'irregolarità contributiva ai fini del Durc non può essere dichiarata se prima l'impresa non è stata invitata alla regolarizzazione, assegnando un termine di 15 giorni. Infatti, l'invito è parte integrante del procedimento amministrativo e, come tale, non può essere omesso senza inficiare la regolarità e la legittimità del conseguente certificato unico di regolarità contributivo (Durc) emesso. Lo precisa, tra l'altro, l'Inail nella nota protocollo n. 3760/2012.

Durc e regolarità. I chiarimenti dell'Inail arrivano in seguito a segnalazioni circa il non corretto operato di alcune sedi territoriali dell'istituto le quali, appunto, rilascerebbero l'irregolarità contributiva senza aver prima invitato l'impresa alla regolarizzazione. Quest'ultimo passaggio, invece, come previsto dalle norme vigenti e come ribadito dallo stesso istituto (tra l'altro nella circolare n. 22/2011, si veda ItaliaOggi del 25 marzo 2011). Infatti, l'articolo 7 comma 3 del decreto ministeriale 24 ottobre 2007 stabilisce che, nel caso in cui l'impresa, in sede istruttoria, risulti inadempiente, gli enti previdenziali prima di emettere il certificato attestante l'irregolarità hanno l'obbligo di invitarla a regolarizzare la posizione contributiva, assegnando un termine di 15 giorni. In tal caso, l'invito alla regolarizzazione sospende i termini di rilascio del Durc.

I chiarimenti. Alla luce della normativa vigente, precisa l'Inail, tranne le ipotesi di richiesta di Durc per verifica di autodichiarazione, l'invito alla regolarizzazione è un atto dovuto per la correttezza del procedimento amministrativo e la successiva legittimità del certificato emesso. Peraltro, aggiunge l'Inail, l'eventuale rilascio di un Durc irregolare ha delle conseguenze rilevanti, soprattutto nel settore degli appalti, in quanto può essere anche causa di risoluzione del contratto e, dunque, è importante che le sedi territoriali seguano scrupolosamente l'iter previsto per il suo rilascio (per evitare, evidentemente, di essere chiamate direttamente in causa sulla responsabilità di un'eventuale perdita dell'appalto da parte dell'impresa). Ancora, l'Inail conferma l'opportunità che, in fase di lavorazione dei Durc, le sedi territoriali procedano preliminarmente alle eventuali sistemazioni contabili (quali i giroconto eccedenze, le sistemazione scarti ecc.) in modo da mantenere costantemente aggiornata e monitorata la situazione contributiva delle aziende e così facilitare le relative verifiche di regolarità. Infine, l'Inail ricorda che, nel caso di Durc richiesto dalla stazione appaltante o dall'amministrazione procedente per verifica dell'autodichiarazione prodotta dall'impresa, la regolarità deve sussistere alla data della stessa dichiarazione sostitutiva (con conseguenze, anche penali, in ordine alla falsità di quanto auto dichiarato dalla ditta) e quindi non può ammettersi la regolarizzazione.

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