Consulenza o Preventivo Gratuito

Approvato Decreto dismissioni, matrimoni al buio

del 19/06/2012
di: di Luigi Oliveri
Approvato Decreto dismissioni, matrimoni al buio
Un salto nel buio potenzialmente produttivo di parecchi esuberi. L'accorpamento dell'amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato nell'Agenzia delle dogane e dell'Agenzia del Territorio nell'Agenzia delle entrate, previsto dal decreto dismissioni approvato venerdì dal consiglio dei ministri (si veda ItaliaOggi del 16 giugno) pone problemi organizzativi ben più difficili di quelli che si possa pensare di risolvere col tratto di penna contenuto nel decreto di riorganizzazione delle agenzie fiscali.

Novanta giorni di tempo, il termine assegnato ai fini dell'emanazione di decreti attuativi della riforma, per riorganizzare le agenzie, dopo circa 10 anni di esistenza, non appaiono concretamente utili per le complesse operazioni da compiere.

In primo luogo, occorre verificare e governare gli effetti concreti sul personale interessato ai trasferimenti. Circa le conseguenze economiche nei confronti dei dipendenti il decreto del governo è rimasto omissivo. Si afferma soltanto che l'inquadramento del personale degli enti soppressi presso quelli incorporanti rispetterà tabelle di corrispondenza ancora da elaborare e che, comunque, sarà garantito l'inquadramento previdenziale ed il trattamento economico fondamentale e accessorio in godimento, ma solo quello fisso e continuativo. In termini generali, l'accorpamento dell'Agenzia del territorio nell'Agenzia delle entrate dovrebbe comportare pochi problemi di inquadramento, essendo uguale la contrattazione nazionale collettiva. Il problema, invece, è dato dai contratti decentrati, dei quali il decreto non si occupa minimamente. È da lì che possono emergere trattamenti particolari, difficilmente compatibili tra l'ente soppresso e quello che subentra. Si può immaginare che a prevalere sarà la contrattazione decentrata vigente presso le agenzie delle dogane e delle entrate. Il che dovrebbe comportare la caducazione di accordi decentrati che, per esempio, prevedano percorsi di progressione orizzontale specifici per il personale degli enti soppressi.

Più delicata, comunque, appare la questione legata alla stessa consistenza dei rapporti di lavoro. Da un lato, infatti, il decreto incrementa le dotazioni organiche delle agenzie delle dogane e delle entrate di un numero pari al personale di ruolo che proviene dagli enti soppressi; ma si tratta di un incremento provvisorio. Infatti, dall'altro lato, il decreto prevede la riduzione delle dotazioni organiche del personale non dirigente di un 10% della spesa ulteriore alla riduzione già prevista dall'articolo 1 del dl 138/2011. Dunque, a meno che le regole sul contenimento del turn-over non lo scongiurino, il pericolo che subito dopo l'accorpamento qualche dipendente possa trovarsi in esubero per mancanza della disponibilità della spesa appare piuttosto verosimile.

La cosa potrebbe riguardare prevalentemente i dirigenti, per i quali sarà immediatamente operante la regole di una loro incidenza di un dirigente ogni 40 dipendenti, cui si abbina il divieto di attribuire incarichi dirigenziali per uffici territoriali di estensione inferiore a quella provinciale o regionale a seconda del livello di organizzazione degli uffici. La cosa, per altro, stride moltissimo con la sanatoria di centinaia e centinaia di dirigenti a contratto, recentemente disposta col decreto fiscale: evidentemente tutti quei dirigenti non servivano.Sul piano logistico, poi, la teorica possibilità di accorpare gli uffici e razionalizzare gli spazi appare difficile da concretizzarsi, almeno per quanto riguarda le conservatorie dei registri immobiliari. Infatti, i sistemi di conservazione degli atti notarili richiedono una specifica logistica, per la quale da tempo si segnala che gli immobili a disposizione delle conservatorie sono sostanzialmente gli unici idonei allo scopo. Dunque, molto difficilmente dalla riunione dell'agenzia del territorio con quella delle entrate potrà conseguire una rilevante riduzione della spesa per la gestione degli edifici e degli spazi di lavoro.I problemi operativi connessi all'accorpamento di amministrazioni comunque aventi una radice comune molto forte, dovrebbero far meditare bene sull'idea ancora in piedi di accorpare le province tra loro e privarle di un gran numero di funzioni, da assegnare non si sa se ai comuni o alle regioni. Le conseguenze organizzative possono essere immense e risolvibili in anni, con costi che erroneamente nessuno si preoccupa di preventivare.

vota