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Beni d'impresa: Ora il fisco fa pure i conti in tasca

del 16/06/2012
di: di Andrea Bongi
Beni d'impresa: Ora il fisco fa pure i conti in tasca
È potenzialmente elusivo utilizzare in godimento i beni della propria impresa da parte dell'imprenditore individuale. Se vuole farlo dovrà infatti corrispondere, a sé stesso, un corrispettivo per tale godimento pari almeno al valore di mercato dello stesso. E se per tale godimento il corrispettivo non sarà in linea con il valore di mercato o sarà addirittura assente, egli perderà la deducibilità dei costi dei suoi beni da una parte e verrà tassato dall'altra tramite una nuova fattispecie di reddito diverso. Incredibile ma vero. Sui beni ai soci dopo il provvedimento del direttore dell'agenzia ora ad «esondare» ci pensa anche una circolare, la n.24/e diffusa ieri dalle Entrate. Tolleranza invece sui minori versamenti effettuati in sede di primo acconto 2012. Tenuto conto delle novità normative in questione e delle «obiettive condizioni di incertezza» in merito all'applicazione delle disciplina dei beni d'impresa concessi in godimento ai soci e familiari, potranno essere sanati eventuali minori versamenti del primo acconto Irpef/Ires 2012 in sede di secondo acconto.

Entro il prossimo 30 novembre i contribuenti potranno infatti procedere al versamento integrativo senza applicazione di sanzioni maggiorando l'importo nella misura del 4 per cento a titolo di interesse di dilazione.

Ambito soggettivo. È proprio riprendendo alla lettera il contenuto del citato provvedimento che la circolare amplia la platea dei soggetti interessati dalle nuove disposizioni includendovi sia «il soggetto che nella sfera privata utilizza in godimento beni della sua impresa commerciale», sia i familiari dei soci di enti privati di tipo associativo che svolgono attività commerciali. L'ampliamento della sfera dei soggetti potenzialmente attratti dalle nuove disposizioni antielusione è giustificato dalla circolare «per ragioni di ordine logico-sistematico». Come se non bastasse il documento di prassi amministrativa prevede che per evitare l'aggiramento della norma (ovvero l'elusione dell'antielusione) debbano essere considerati destinatari della disposizione normativa anche i soci o i loro familiari che ricevono in godimento beni da società controllate o collegate a quella partecipata dai soci medesimi. Tenuto conto del tenore della circolare resta soltanto da chiedersi come mai il legislatore non si sia preoccupato di disciplinare tali fattispecie che secondo le Entrate sono invece da includere nel perimetro soggettivo della norma. Dal lato dei soggetti concedenti i beni la circolare elenca i seguenti soggetti residenti: l'imprenditore individuale; le società di persone; le società di capitali; le società cooperative; le stabili organizzazioni di società residenti e gli enti privati associativi, limitatamente però ai beni relativi alla sfera commerciale. Restano invece escluse dalle disposizioni in esame le società semplici che in quanto tali non svolgono attività d'impresa e sono quindi fuori, almeno loro, dal perimetro normativo.

Ambito oggettivo. Tutti i beni dell'impresa, siano essi strumentali, beni-merce o immobili-patrimonio, se concessi in godimento a valori inferiori a quelli di mercato, possono far scattare le maglie della norma antielusione.

Secondo la circolare di ieri è sufficiente la disponibilità dei beni da parte dell'impresa perché possa configurarsi la fattispecie elusiva prevista dal dl 138/2011. Saranno quindi tutti i beni posseduti dall'impresa a titolo di proprietà, detenuti in locazione, noleggiati o ricevuti in comodato o sulla base di un diritto reale, ad essere ricompresi far quelli oggetto delle citate disposizioni normative. Restano naturalmente fuori dal perimetro oggettivo quei beni rientranti nella categoria «altro» del tracciato record della comunicazione da inviare telematicamente alle entrate, purché, ricorda la circolare di ieri, di valore non superiore a tremila euro al netto dell'Iva.

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