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Governo: Patrimonio, arriva il fondo taglia debito

del 16/06/2012
di: di Francesco Cerisano
Governo: Patrimonio, arriva il fondo taglia debito
Dismettere per ridurre il debito e, se avanza qualcosa, fare investimenti. Il decreto legge approvato ieri dal governo Monti offre a regioni ed enti locali un ventaglio di opportunità per far fruttare il patrimonio.

Nel fondo (o nei fondi perché ancora non si sa quanti saranno) istituito da palazzo Chigi, e in cui confluiranno i beni di proprietà dello stato o delle partecipate statali non utilizzati per finalità istituzionali, comuni, province e regioni potranno trasferire i propri beni avendo in cambio quote di partecipazione pari al 75% del valore del conferimento.

Il restante 25% verrà corrisposto in denaro agli enti locali. Il fondo sarà gestito da una società di gestione del risparmio (Sgr) di Cassa depositi e prestiti e avrà una dotazione iniziale di un miliardo di euro. Ma il patrimonio complessivo potrà essere superiore grazie proprio all'apporto degli enti locali.

I beni potenzialmente trasferibili saranno innanzitutto quelli demaniali, ricompresi nella cosiddetta white list (l'elenco degli immobili che, non essendo utilizzati dallo stato, sarebbero dovuti passare dal centro alla periferia, salvo rimanere dove sono a causa della mancata pubblicazione del relativo dpcm) prevista dal dlgs n.85/2010.

In questo modo l'avvio del piano di dismissioni del governo finisce per inglobare il federalismo demaniale, rivitalizzandolo dopo oltre un anno di letargo. La scelta in ogni caso spetterà agli enti. Saranno loro a decidere cosa fare dei cespiti avuti in dote dal patrimonio disponibile dello stato. Si tratta di 350 beni, attualmente gestiti dall'Agenzia del demanio, il cui valore, stimato in 1,5 miliardi di euro, potrebbe anche raddoppiare (almeno questo è l'auspicio contenuto nella relazione tecnica allegata al decreto) dopo il processo di valorizzazione.

Gli enti locali potranno devolvere nel fondo anche il proprio patrimonio (tranne gli immobili utilizzati per finalità istituzionali) in modo che venga valorizzato. Non saranno obbligati ad allegare al bilancio un piano di alienazioni e valorizzazioni immobiliari. Ma dovranno indicare espressamente nella delibera con cui trasferiscono i beni «le destinazioni urbanistiche non compatibili con le strategie di trasformazione urbana». Ossia quello che l'immobile devoluto al fondo non dovrà diventare.

Le risorse provenienti dalla valorizzazione o dall'alienazione degli immobili di regioni ed enti locali trasferiti nei fondi serviranno prioritariamente a ridurre il debito delle amministrazioni e solo in assenza di debito potranno essere utilizzati per fare investimenti.

Ai fondi potranno infine essere conferiti gli immobili non utilizzati del ministero della difesa (in primis le caserme). Il ministero avrà in cambio quote del fondo pari al 30% del valore degli immobili trasferiti. Serviranno a realizzare, si legge nel decreto legge, un programma di riorganizzazione delle forze armate e in particolare a razionalizzarne le infrastrutture. Le restanti quote saranno attribuite al ministero dell'economia per la riduzione del debito pubblico. Nel fondo potranno anche confluire le carceri non più utilizzate. Fondo mobiliare. Nell'ambito del Fondo strategico italiano (Fsi) la Cassa depositi e prestiti ha anche creato un fondo mobiliare, con una dotazione iniziale di un miliardo di euro, che realizzerà investimenti nelle società di utility dei piccoli comuni. Il fondo opererà tramite aumenti di capitale, conferimenti da parte di azionisti di imprese del settore e acquisti di quote in modo da «favorire l'aggregazione e il consolidamento dell'azionariato». L'obiettivo, spiega Cdp, è «creare aziende in grado di operare sul mercato in condizioni di profittabilità economica e a vantaggio degli utenti». «Come Associazione dei comuni siamo soddisfatti per la rapida approvazione del decreto sulle dismissioni immobiliari», ha commentato il presidente dell'Anci, Graziano Delrio «Già due anni fa l'Anci propose la costituzione di due fondi, uno immobiliare e l'altro mobiliare. Ora aspettiamo di vedere il testo del decreto con la consapevolezza che i comuni possono giocare una partita importante, cominciando una operazione di abbattimento del debito pubblico locale». «Naturalmente», ha concluso Delrio, «per giocare questa partita al meglio è essenziale la collaborazione e il coinvolgimento di tutte le istituzioni, a cominciare dall'Agenzia del demanio e dalla Cassa depositi e prestiti».

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