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Costo del lavoro: Assumere ricercatori conviene

del 16/06/2012
di: di Daniele Cirioli
Costo del lavoro: Assumere ricercatori conviene
Scontati (per sempre) i posti di lavoro dati ai laureati. Alle imprese che procederanno ad assunzioni di personale in possesso di dottorato di ricerca o di laurea magistrale in ambito tecnico scientifico, infatti, sarà riconosciuta la riduzione del 35% del costo del lavoro, sotto forma di credito d'imposta. L'agevolazione è prevista dal dl sviluppo, approvato ieri dal consiglio dei ministri, e si applicherà alle assunzioni effettuate a decorrere dalla data di entrata in vigore del provvedimento, nel limite delle risorse stanziate pari a 25 milioni di euro per il corrente anno e a 50 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.

Chi interessa. Il nuovo incentivo, che si caratterizza anche per il carattere strutturale, si rivolge a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dalle dimensioni aziendali, dal settore economico in cui operano, nonché dal regime contabile adottato.

Lavoratori e lavori interessati. L'agevolazione si applica alle assunzioni stabili, cioè a tempo indeterminato, di personale:

a) in possesso di un dottorato di ricerca universitario;

b) in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico (ambiti elencati in apposito allegato 2 al decreto legge).

Il credito d'imposta, tuttavia, è concesso limitatamente al predetto personale che venga impiegato in attività specifiche (si veda tabella).

Serve una domanda «certificata». Per fruire del credito d'imposta l'impresa è tenuta a presentare un'istanza, secondo le modalità che verranno stabilite con decreto ministeriale. Ciò che è già certo è che la domanda andrà asseverata da un professionista iscritto al registro dei revisori contabili o, se presente, dal collegio sindacale. Nei casi in cui questo collegio non sia presente, l'impresa dovrà affidarsi a un revisore dei conti con cui non abbia avuto, nei tre anni precedenti, alcun rapporto di collaborazione o di dipendenza. Le relative spese sono ammissibili entro un limite massimo di 5 mila euro.

Quanto vale il credito d'imposta. Il credito d'imposta vale il 35% del costo aziendale sostenuto per ogni singola assunzione nel limite massimo di 200 mila euro annui a impresa (quindi per un costo aziendale massimo di poco più di 570 mila euro annui). Ad esempio, spiega la relazione tecnica al dl, su un'assunzione del costo di 35 mila euro annui, il bonus è di 12.250 euro (0,35 x 35.000).

Quando si decade dal bonus. Il diritto a fruire del credito d'imposta decade:

a) se il numero complessivo dei dipendenti è inferiore o pari a quello indicato nel bilancio nel periodo di imposta precedente all'applicazione del bonus;

b) se i posti di lavoro creati non sono conservati per un periodo minimo di tre anni, ovvero di due anni nel caso delle piccole e medie imprese;

c) nei casi in cui vengano definitivamente accertate violazioni non formali, sia alla normativa fiscale che a quella contributiva in materia di lavoro dipendente, per le quali sono state irrogate sanzioni non inferiori a 5 mila euro, oppure violazioni sulla sicurezza sul lavoro.

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