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Imposte dirette, rimborsi da 3 mld di euro

del 15/06/2012
di: La Redazione
Imposte dirette, rimborsi da 3 mld di euro
L'Agenzia delle entrate punta sull'accelerazione dei rimborsi fiscali: nel 2012 è in agenda la lavorazione del 70% dei rimborsi di imposte dirette e l'80% di quelli Iva richiesti fino al 2010 (nonché il 25% di quelli Iva presentati nel 2011). Il miglioramento della qualità dei processi di gestione delle dichiarazioni e di erogazione dei rimborsi costituisce uno degli obiettivi incentivati dalla Convenzione 2012-2014. Nel 2013, tali indicatori di efficienza dovranno salire ulteriormente, arrivando per le imposte sui redditi all'80% dei rimborsi presentati fino all'anno d'imposta 2011 e per l'Iva al 30% di quelli inoltrati nel 2012. Secondo i dati ministeriali, al 31 dicembre 2011 per le sole imposte dirette risultavano pendenti rimborsi per 3.011 milioni di euro, ai quali vanno sommati interessi per 244 milioni. Rispetto alle informazioni riportate nella Convenzione 2011-2013, che si fermavano però al periodo d'imposta 2008, lo stock dei rimborsi è quindi cresciuto in due anni di un miliardo di euro e di circa 600 mila pratiche (per un confronto si veda ItaliaOggi del 3 agosto 2011). I risultati attesi, si legge nel piano operativo delle Entrate, non tengono conto delle funzioni assegnate all'Agenzia in materia di rimborsi da norme particolari quali la deducibilità dell'Irap dalle imposte dirette e l'Irap professionisti. Proprio con riguardo a questi due temi, la Convenzione precisa che nel computo dei 3 miliardi di euro da restituire ai contribuenti essi non sono conteggiati. Tuttavia, si segnala che i rimborsi inerenti alla deducibilità del 10% Irap ai fini delle imposte dirette (Irpef e Ires), caricati nel sistema nel corso del 2010, sono circa 2,4 milioni, per un importo totale richiesto di 1,65 miliardi di euro. Sul punto sono tuttora in corso le valutazioni da parte degli uffici in merito all'effettiva debenza. Tornando allo stock di fine 2011, emerge che su quasi 2,5 milioni di pratiche ne sono state lavorate 782 mila, per un controvalore economico di 364 milioni di euro (più 73 di interessi). Per quanto attiene alla ripartizione temporale dei rimborsi già elaborati e da pagare, la maggior parte si concentra nel triennio 2007-2009: 332 mila posizioni per circa 96 milioni di euro (essendo le pratiche più recenti, gli interessi pesano per soli 2,3 milioni di euro). Ma i contribuenti vedranno presto sbloccate anche oltre 19 mila richieste ferme da più di 15 anni, che ai 58 milioni di imposta sommano pure 37 milioni di interessi accumulatisi nel tempo. Le posizioni ancora da lavorare sono invece 1.705.895, la maggior parte delle quali si concentra fisiologicamente nell'ultimo biennio (86%). I rimborsi da istruire relativi ad annualità fino al 2008 superano di poco i 200 mila, per un totale di quasi 1,4 miliardi di euro. Va sottolineato che i rimborsi trasmessi al fisco fino al 1997 in attesa di lavorazione, numericamente esigui (866 posizioni), pesano però per 114 milioni di euro, ai quali si devono aggiungere circa 65 milioni di interessi. L'ottimale gestione dei rimborsi rientra per l'Agenzia delle entrate nell'area strategica dei servizi resi ai contribuenti e alla collettività.

In tale ambito, per il triennio 2012-2014 viene incluso tra gli obiettivi incentivati anche il fornire risposta a tutte le istanze di interpello ricevute entro i termini. Risultato, naturalmente, preventivato sulla base del presupposto che il numero delle questioni prospettate non superi, a parità di risorse, la media degli ultimi due anni (come, per esempio, potrebbe avvenire per la disapplicazione della normativa sulle società di comodo da parte delle imprese in perdita sistemica, nonostante i recenti chiarimenti dell'Agenzia).

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