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Decreto Ace: Familiari a carico a rischio agevolazioni

del 15/06/2012
di: di Maurizio Tozzi
Decreto Ace: Familiari a carico a rischio agevolazioni
Ace, le detrazioni per familiari a carico risentono del beneficio. Ripartizioni diverse dal 50% tra i genitori complicate dalla rilevanza dell'agevolazione prevista per le capitalizzazioni delle imprese. Il decreto attuativo Ace stabilisce che la quota di reddito d'impresa dedotta dalle persone fisiche comunque concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini della determinazione, tra l'altro, delle detrazioni per carichi di famiglia. Non è influenzata, invece, la tecnica di ripartizione delle detrazioni tra i coniugi, che è sempre nella misura del 50% ma con possibilità di attribuire le stesse al 100% al coniuge con reddito superiore, che dunque potrebbe essere anche il soggetto non fruisce dell'Ace. Probabili situazioni in cui colui che ha le maggiori detrazioni avrà anche il reddito più elevato, con dunque diritto a detrarre al 100%. Può sembrare un paradosso, ma quest'anno il calcolo di convenienza circa la suddivisione dei carichi di famiglia tra i coniugi è reso più difficile dall'impatto dell'Ace attribuito all'imprenditore individuale o al socio della società di persone o della srl in trasparenza. Fino allo scorso anno in sede di dichiarazione dei redditi la scelta è stata sempre la stessa: verificare la «capienza» delle imposte sui redditi di ogni coniuge e rapportarla alle detrazioni diverse da quelle per carichi di famiglia da fruire (ossia le detrazioni da articoli 15 e 16 del Tuir, nonché le ulteriori agevolazioni fuori testo unico). Solo una volta vista la «capienza» residua dell'Irpef, si decideva se ripartire i carichi di famiglia al 50% tra i coniugi ovvero optare per la deroga stabilita dall'articolo 12 del Tuir e attribuire l'intera detrazione per i familiari al coniuge con il reddito complessivo più elevato. Ovviamente questa scelta era effettuata nel caso in cui il coniuge con reddito inferiore aveva una capienza residua dell'Irpef insufficiente (in toto o in parte) a far fruire per intero la relativa detrazione per i familiari a carico; infatti, se è vero che la detrazione in questione è inversamente proporzionale al reddito complessivo del contribuente, con la conseguenza di essere minore per il coniuge con reddito elevato, è altrettanto vero che la stessa non determina mai un credito d'imposta e pertanto se non fruita nei limiti dell'Irpef a debito è di fatto «persa» e non riportabile ad esercizi successivi.

Ecco dunque motivata la scelta di attribuire la detrazione al coniuge con reddito più elevato in modo che, seppur di ammontare minore, almeno la stessa è fruibile per intero nella relativa imposta. In tale sistema l'Ace rischia di complicare e non poco le scelte da effettuare, con però delle conclusioni abbastanza particolari. Si pensi a due coniugi con un reddito complessivo di 23 mila e 25 mila euro, di cui il primo in realtà determina un reddito più basso in forza dell'Ace di 5 mila euro. A leggere il decreto attuativo in materia Ace, ai fini della determinazione della detrazione in argomento l'ammontare di deduzione collegata alla capitalizzazione ed utilizzato in diminuzione del reddito d'impresa (e che di conseguenza ha ridotto il reddito complessivo), deve comunque concorrere alla formazione del reddito complessivo: in sostanza, il primo coniuge per calcolare le detrazioni per i familiari a carico dovrà fare riferimento a un reddito «teorico» di 28 mila euro (23 mila euro di reddito complessivo incrementato di 5 mila euro di Ace). Dal che deriva che ripartendo le detrazioni al 50% tra i coniugi, il beneficio maggiore sarà del coniuge che non fruisce dell'Ace, ossia di quello con il reddito di 25 mila euro.

L'effetto «strano» della vicenda è che il decreto chiaramente si esprime facendo riferimento solo al meccanismo di calcolo della detrazione e non anche alle scelte di ripartizione: in pratica, per verificare a chi attribuire la detrazione al 100%, ossia il soggetto con reddito maggiore, l'importo dell'Ace non deve concorrere in incremento del reddito complessivo, con la conseguenza che tra i due coniugi colui che potrà avere la detrazione al 100% dei familiari a carico è proprio il coniuge con il reddito di 25 mila euro, che può fruire di detrazioni effettive maggiori.

La norma è inequivocabile in tal senso, ma ovviamente sarà indispensabile attendere la conferma interpretativa dell'amministrazione finanziaria, non nuova a stravolgimenti anche totali.

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