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Per gli atti di terrorismo pensioni esentasse

del 14/06/2012
di: di Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Per gli atti di terrorismo pensioni esentasse
Le pensioni corrisposte ai cittadini che abbiano subito una invalidità permanente pari o superiore all'80% per azione terroristica o criminosa, al pari di quelle spettanti alla moglie o ai figli dei militari deceduti per gli stessi motivi, hanno natura risarcitoria e non previdenziale e non scontano imposte. Sono le motivazioni che si leggono nella sentenza n. 364/14/12 emessa dalla sezione 14 della Ct regionale del Lazio e depositata in segreteria il 29 maggio. La vertenza riguarda un ricorso proposto dalla vedova di un agente di polizia deceduto in occasione di una azione terroristica, contro un silenzio rifiuto dell'amministrazione finanziaria per imposte irpef ritenute asseritamente non dovute. L'Agenzia delle entrate di Roma riteneva che non fosse possibile rinvenire nelle pensioni privilegiate ordinarie una componente risarcitoria non reddituale, poiché il rapporto poteva essere ricompreso tra i redditi di lavoro dipendente e assoggettato a imposizione fiscale al pari dei trattamenti pensionistici (Cassazione n.12092/1992). I giudici regionali capitolini, confermando la decisione della Ct provinciale di Roma hanno invece stabilito che la ricorrente ha diritto immediato a percepire la pensione diretta, calcolata in base all'ultima retribuzione integrale e rideterminata secondo le maggiorazioni di legge, e che queste somme hanno natura risarcitoria e non previdenziale; conseguentemente, le stesse non scontano imposte. L'articolo 4 della legge n. 2006/2004 stabilisce che i cittadini che abbiano subito una invalidità permanente uguale o superiore all'80% per azioni terroristiche o criminosa sono equiparati ai grandi invalidi di guerra; gli stessi criteri sono applicati alle pensioni di reversibilità o indirette in favore dei superstiti, in caso di morte della vittima gli stessi criteri . Il collegio regionale aggiunge che anche le Entrate nella risoluzione n. 108/E del 29 luglio 2005 (considerando anche il parere reso dalla Commissione finanze della camera dei deputati del 10 settembre 2003) hanno chiarito che, per i soggetti che abbiano subito una invalidità permanente pari o superiore all'80% per azione terroristica o criminosa, l'intera somma pensionistica loro riconosciuta non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini Irpef. Questo stesso principio trova applicazione anche per le pensioni di reversibilità o indirette.
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