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Concorrenza: L'Antitrust contro le tariffe

del 12/06/2012
di: di Ignazio Marino
Concorrenza: L'Antitrust contro le tariffe
L'Antitrust non perde d'occhio le professioni. E avvia un'istruttoria per verificare se il Consiglio notarile di Milano abbia violato le norme sulla concorrenza adottando una delibera relativa ai compensi notarili che reintroduce, di fatto, le tariffe professionali (ormai abrogate dalle Liberalizzazioni). Secondo l'Autorità garante, da sempre convinta che i professionisti svolgono attività d'impresa a tutti gli effetti, la fissazione orizzontale dei prezzi di fornitura di prestazioni rappresenta un'infrazione alla normativa antitrust particolarmente rilevante, poiché mira a eliminare la competizione su uno degli elementi più qualificanti dell'attività economica, cioè il prezzo. Anche se l'Europa potrebbe trasformare l'istruttoria in una bolla di sapone. Vediamo perché.

Il fatto. In data 6 marzo 2012, un notaio attivo presso il distretto di Milano segnala all'Agcm la presunta violazione delle regole della concorrenza da parte del suo Consiglio notarile. Al centro della contestazione c'è il «verbale della riunione di Consiglio n. 4/12 del 31 gennaio 2012», nel quale si prende atto in primo luogo del fatto che «il dl 24 gennaio 2012, n. 1, in corso di conversione, ha abrogato le tariffe delle professioni regolamentate». L'ordine osserva però che la nuova disciplina individua pur sempre, quale criterio fondante e determinante del compenso della prestazione professionale, la sua adeguatezza all'importanza dell'opera e che l'inottemperanza a tale disposizione costituisce illecito disciplinare. In quest'ottica, spiega l'Agcm, risulterebbe rafforzato il ruolo del Consiglio distrettuale, finalizzato a verificare l'adeguatezza della parcella professionale alla complessità della prestazione notarile, che costruirebbe il parametro necessario alla valutazione della correttezza del comportamento del professionista».

La contestazione. A giudizio dell'Autorità se l'ordine minaccia sanzioni quando ritiene che il compenso non adeguato (quindi non è decoroso) obbliga di fatto il suo iscritto a rispettare dei parametri rigidi, restringendo di fatto la concorrenza. Nel caso di specie, la delibera in esame sottolinea il nesso tra l'attribuzione al Consiglio distrettuale del ruolo di vigilare sugli illeciti disciplinari e l'osservanza dell'obbligo di adeguatezza del compenso che, secondo il Consiglio notarile, deve essere valutato sulla base di parametri che, nella sostanza, reintroducono l'abrogata tariffa notarile. Per l'Antitrust è evidente che il richiamo a «criteri di valutazione dell'adeguatezza del compenso alla prestazione, non discrezionali e nella sostanza equivalenti a quelli che avevano determinato i previgenti parametri tariffari» equivale inequivocabilmente a reintrodurre le parcelle previste dal dm 27 novembre 2001.

L'incognita del futuro. Nel deliberare l'avvio dell'istruttoria, l'Antitrust prevede la conclusione del procedimento entro il 31 marzo 2013. Tuttavia l'intero lavoro di monitoraggio sul rispetto della disciplina sulla concorrenza da parte degli iscritti agli ordini, che l'Agcm sta portando avanti da anni, rischia di essere vanificato. La controversa questione se la parcella deve essere o no commisurata al decoro professionale, infatti, è già davanti alla Corte di giustizia europea (si veda ItaliaOggi del 9/5/2012) che nei prossimi mesi si occuperà del rinvio pregiudiziale da parte del Consiglio di stato sulla multa comminata dall'Antitrust al Consiglio nazionale dei geologi per non essersi adeguato al dettato delle liberalizzazioni del 2006.

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