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La crisi morde le partite Iva, aperture a -26%

del 12/06/2012
di: Matteo Rigamonti
La crisi morde le partite Iva, aperture a -26%
Partite Iva, ad aprile aperture in calo del 3% su base annua e del 26% rispetto a marzo. Crollano in un anno i dati sull'apertura di nuove partite nelle attività immobiliari (-28% di nuove aperture), nella fornitura di acqua, reti fognarie e gestione rifiuti (-41%) e anche nelle manifatture (-7,50% il dato aggregato con picchi negativi del -50% nei derivati del petrolio e autoveicoli, -22% nella fabbricazione dei prodotti in metallo e -35% nell'elettronica domestica). In calo pure le attività finanziarie e assicurative (-23% rispetto a marzo e -10,4% su base annua). È quanto emerge dai dati dell'Osservatorio sulle partite Iva del Dipartimento finanze del ministero dell'Economia.

Tengono botta i giovani. Ad aprile 2012 sono state aperte 46.337 nuove partite Iva con una flessione del 2,94% su base annua e del 25,8% rispetto al mese precedente. Ma più di una partita Iva su due (il 51,3%) delle nuove aperte lo scorso aprile appartiene ai giovani fino a 35 anni. Tale classe di età è anche l'unica in aumento rispetto al corrispondente mese 2011 (+13,6%). Anche se rispetto a marzo il calo è del 26%. La ripartizione per sesso è stabile: ai maschi appartiene il 65% di aperture. Si conferma la netta preponderanza delle persone fisiche nelle aperture di partita Iva (quota del 77%, pari a 35.658) e, tra le altre forme giuridiche, le società di capitali si attestano al 14,8% (pari a 6.855, mentre le società di persone sono 3.561). Su base annua, sono sempre le persone fisiche a sostenere l'andamento generale, poiché il loro lieve aumento (pari all'1,74% in un anno) mitiga il sensibile calo di aperture delle forme societarie (società di persone a -12,59% e società di capitali a -17,50%). A livello territoriale, il 42,5% delle aperture è avvenuto al Nord, il 22,6% al Centro, il 34,9% al Sud e Isole: il confronto con aprile dello scorso anno mostra flessioni più o meno marcate al Centro-Nord, con alcune eccezioni (Val d'Aosta e Umbria), mentre al Sud gli aumenti in Puglia e Sicilia riescono a bilanciare il calo delle altre regioni.

La classificazione per settore produttivo evidenzia che il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite Iva: il 22,1% del totale, seguito dalle attività professionali con il 14,7%. Nel complesso, al gruppo dei servizi appartiene il 50,5% delle aperture totali, con un calo, rispetto all'aprile 2011, dell' 1,2%. Considerando i macrosettori produttivi, solo quello agricolo mostra un aumento di aperture (+4,5%), mentre l'industria accusa, ancora, la diminuzione maggiore (-8,9% rispetto ad aprile 2011).

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