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La disobbedienza fiscale: un'arma a doppio taglio

del 09/06/2012
di: La Redazione
La disobbedienza fiscale: un'arma a doppio taglio
La disobbedienza fiscale è un'arma a doppio taglio per i cittadini tenuti al pagamento dell'Imu.

Il rischio assai fondato è che se il gettito dell'acconto Imu non rispecchi il gettito previsto dalle stime del ministero dell'economie e delle finanze, si debba ricorrere a un aumento delle aliquote.

Il complicato meccanismo del pagamento Imu per il 2012 porta con sé un'insidia, giacché il comma 12-bis, dell'art. 13 del decreto legge n. 201 del 2011, delinea una stramba procedura che scansiona delle date assai precise dietro le quali si nascondono pericolosi accadimenti. Infatti:

  • i comuni nel bilancio di previsione devono iscrivere l'entrata da Imu in base agli importi stimati dal dipartimento delle finanze del ministero dell'economia e delle finanze per ciascun comune;

  • con uno o più decreti del presidente del consiglio dei ministri, da emanare entro il 10 dicembre 2012, si provvede, sulla base del gettito della prima rata dell'imposta nonché dei risultati dell'accatastamento dei fabbricati rurali, alla modifica delle aliquote, delle relative variazioni e della detrazione stabilite dall'art. 13 del dl n. 201 del 2011, per assicurare l'ammontare del gettito complessivo previsto per l'anno 2012.

  • entro il 30 settembre 2012, sulla base dei dati aggiornati, possono approvare o modificare il regolamento e la deliberazione relativa alle aliquote e alla detrazione del tributo.

    È chiaro, dunque, che l'elemento determinante è il gettito dell'acconto, per cui sarebbe grande prova di grande civiltà versare l'imposta dovuta, evitando di avallare le tesi di chi istiga alla disobbedienza fiscale in nome di una presunta illegittimità della norma, o come semplice reazione a scelte reputate sbagliate, in quanto il risultato potrebbe essere solo quello di provocare un gettito inferiore a quello sperato, circostanza che renderebbe assai probabile il ritocco delle aliquote in aumento da parte dello Stato o da parte del comune.

    E mentre il ministero dell'economia e delle finanze, l'Anci e l'Ifel continuano a litigare sulla bontà dei dati - peraltro, a quanto pare, da tutti condivisi - ai cittadini viene addossata la grande responsabilità di adempiere alla propria obbligazione tributaria, giacché se si tiene conto di una buona quota di soggetti che non pagheranno l'Imu perché non abbienti, di un'altra fetta di contribuenti che non pagherà perché preferisce assurdamente attendere chiarimenti definitivi, e della quota non indifferente di evasori fiscali, il pericolo innanzi esposto si fa ancora più concreto.

    A ciò si deve aggiungere che le stime del ministero dell'economia e delle finanze si riferiscono all'assetto normativo delineato dall'art. 13 del dl n. 201 del 2011 fissato dal decreto Salva-Italia, ma oggi le cose sono ben diverse, giacché le modifiche introdotte dall'art. 4 del decreto legge n. 16 del 2012 hanno intaccato molto la quota del gettito riservata allo stato ed anche questo elemento non sarà senza significato.

    Si deve, infatti, ricordare che la quota statale, a differenza di quanto era stato inizialmente previsto non è più dovuta non solo per l'abitazione principale e relative pertinenze, ma anche per gli immobili posseduti dai comuni nel loro territorio, per quelli delle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibiti ad abitazione principale dei soci assegnatari e degli alloggi regolarmente assegnati dagli Iacp e altri istituti comunque denominati e, infine, per gli immobili che, in base ai regolamenti comunali, sono considerati direttamente adibiti ad abitazione principale, possedute a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che gli stessi non risultino locate, o sono posseduti dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, purché non risultino locate.

    Ilaria Accardi

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