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Pressing sul fisco, niente ritardi. Ecco i termini

del 09/06/2012
di: di Debora Alberici
Pressing sul fisco, niente ritardi. Ecco i termini
Tempo limitato al fisco per respingere l'istanza di rimborso formulata nella dichiarazione annuale. I termini per il controllo formale concessi dalla legge all'amministrazione per il controllo della dichiarazione sono validi anche per il provvedimento con cui si respinge la domanda di rimborso da parte del contribuente. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 9339 dell'8 giugno 2012, cambiando decisamente indirizzo rispetto a decisioni passate, ha accolto il ricorso di una cittadina che lamentava che l'amministrazione avesse risposto negativamente alla sua richiesta di rimborso con troppo ritardo. Questa sentenza, com'è avvenuto anche per l'elusione fiscale e l'Irap rischia di passare alla storia perché il Collegio della sezione tributaria non ha interpretato una norma esistente, bensì colmato dichiaratamente un vuoto legislativo.

In fondo alle lunghe motivazione e accordando di fatto il rimborso a una contribuente che non aveva ricevuto risposta entro il termine previsto dalla legge per i controlli sulle dichiarazioni dei redditi, viene messo nero su bianco un nuovo principio di diritto: «Qualora il contribuente abbia presentato la dichiarazione annuale, ai fini della imposta sui redditi, esponendo un credito di rimborso, la amministrazione finanziaria è tenuta a provvedere sulla richiesta di rimborso, salvo diversa espressa previsione normativa nei medesimi termini di decadenza stabiliti per procedere all'accertamento in rettifica. Diversamente, decorso il predetto termine, senza che sia stato adottato alcun provvedimento da parte della pa, il diritto al rimborso esposto nella dichiarazione si cristallizza nell'''an'' e nel ''quantum” e il contribuente potrà agire in giudizio a tutela del proprio credito nell'originario termine di prescrizione dei diritti, rimanendo preclusa alla amministrazione finanziaria ogni contestazione dei fatti che hanno originato la pretesa di rimborso, salve le eccezioni volte a fare valere i fatti sopravvenuti impeditivi modificativi o estintivi del credito».

Insomma, ad avviso della sezione tributaria non si può tollerare l'inerzia degli uffici delle Entrate sulle istanze di rimborso. E, mentre su quelle fatte con un atto apposito ci sono delle norme che garantiscono il contribuente, sulle altre la Cassazione ha colmato, per il momento, quello che definisce un evidente vuoto legislativo.

Anche la Procura generale di Piazza Cavour ha sollecitato di accogliere le ragioni della contribuente lasciata in attesa di risposta dall'amministrazione finanziaria.

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