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Doppi incarichi, magistrati fuori ruolo max 10 anni

del 08/06/2012
di: Simona D'Alessio
Doppi incarichi, magistrati fuori ruolo max 10 anni
I magistrati (ordinari, amministrativi e contabili) e avvocati e procuratori dello stato potranno collocarsi «fuori ruolo» per non più di cinque anni consecutivi, e per un massimo di dieci nell'arco della carriera se vorranno assumere altri incarichi nelle amministrazioni pubbliche. Ma niente più doppio stipendio (si mantiene quello dell'organismo di provenienza), nell'ambito di una norma applicata anche alle consulenze in vigore. Passa senza modifiche, nell'aula della camera, l'emendamento a firma di Roberto Giachetti (Pd) al disegno di legge contro la corruzione (AC 4434 e abb.), vero e proprio giro di vite alle attività «extra» delle toghe, a scapito della proposta del governo che rendeva i paletti meno stringenti; non ci saranno deroghe, perché la misura comprende Quirinale, Consulta, presidenza del Consiglio, Parlamento, ministeri e Authority, tanto da farla etichettare come «norma Iannini», perché vi rientra anche il giudice Augusta Iannini, capo dell'ufficio legislativo del dicastero della giustizia e moglie di Bruno Vespa, new entry al garante privacy. Fenomeno diffuso quello dei «fuori ruolo»: dati recenti segnalano, oltre a 18 consiglieri di stato in varie sedi, 16 magistrati ordinari a palazzo Chigi, 1 al senato, 8 nelle commissioni parlamentari, uno all'Agcom, uno all'Autorità delle telecomunicazioni, 2 a quella per la privacy, mentre nei ministeri se ne contano 11 solo agli Esteri, poi 4 al Colle, 23 alla Corte Costituzionale e 18 al Csm. Martedì, quando riprenderà l'esame, è previsto che il governo presenti un maxi-emendamento con soluzioni ai capitoli su cui non c'è intesa con i partiti: innanzitutto le modifiche al codice penale che riscrivono le fattispecie di corruzione e concussione e introducono reati come il traffico di influenze e la corruzione tra privati (bocciate dal Guardasigilli Paola Severino), poi il caso della incandidabilità dei condannati. L'annuncio che l'esecutivo porrà la fiducia non scontenta una delle relatrici, Angela Napoli (Fli): «Ci sono parti dell'intervento dell'esecutivo che non condivido, mi sarebbe piaciuto più coraggio sull'ineleggibilità di condannati, anche non con sentenza definitiva, per reati di mafia. Ritengo però che l'approvazione della legge sia urgente per il paese».

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