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Successioni, certificato Ue su atti transfrontalieri

del 08/06/2012
di: di Angelo Di Mambro
Successioni, certificato Ue su atti transfrontalieri
Le procedure per le successioni transfrontaliere diventano più semplici, con l'adozione della residenza abituale del defunto come unico criterio a livello Ue per determinare la competenza giurisdizionale. I cittadini avranno tuttavia la possibilità di pianificare la successione scegliendo l'applicabilità delle legge dello Stato di cui hanno la cittadinanza, attraverso le ultime volontà o un accordo di successione. E avranno a disposizione un certificato successorio europeo, che costituirà la prova dello status di erede in tutti gli Stati membri, senza la necessità di altri adempimenti.

Sono tra i cambiamenti più significativi introdotti dall'approvazione in via definitiva, da parte del Consiglio dei ministri della Giustizia dell'Ue, del regolamento per snellire la disciplina delle successioni internazionali, presentato dalla Commissione europea nel 2009. Per l'entrata in vigore bisogna attendere la pubblicazione del regolamento sulla Gazzetta ufficiale Ue, nel giro di qualche settimana. Gli Stati membri hanno tre anni per conformare la legislazione nazionale al nuovo quadro normativo. Grazie alle disposizioni temporanee, i cittadini saranno in grado di selezionare il sistema giuridico applicabile alla loro successione non appena entrate in vigore le nuove norme, che, tra l'altro, facilitano l'accettazione e la circolazione degli atti autenticati all'interno dell'Ue. Il regolamento introduce anche il certificato successorio europeo, che permette di far valere la qualità di erede o di amministratore testamentario in tutta l'Unione. Il nuovo quadro legale, inoltre, detterà le norme sull'eredità senza distinzioni tra beni mobili e immobili, come avviene in alcuni Stati membri, come la Francia.

Secondo dati forniti dall'Esecutivo comunitario, le successioni internazionali ammontano a 450mila casi l'anno, con costi di oltre 120 miliardi di euro. «La diversità delle regole che nei 27 Stati membri dell'Ue attualmente disciplinano la competenza giurisdizionale e la legge applicabile alle successioni creano problemi di natura giuridica per le famiglie in lutto» ha commentato Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria europea per la Giustizia. «L'approvazione delle nuove norme», ha aggiunto, «apporterà certezza del diritto per le migliaia di famiglie coinvolte nelle successioni internazionali». «Siamo lieti che sia stato accolto il principio che la legge applicabile alla successione debba essere quella dell'abituale residenza del defunto», ha detto Tilman Gotte, presidente del Consiglio europeo del notariato (Cnue). In una nota, l'organizzazione di categoria, che contribuisce al sito Successioni in Europa (www.successions-europe.eu) dove si trova una panoramica del diritto di successione in tutti gli Stati membri in 23 lingue, insiste «sull'importanza di essere in grado di trovare facilmente l'atto delle ultime volontà anche in un contesto transfrontaliero». Si potrebbe fare, suggeriscono i notai d'Europa, con l'interconnessione dei registri dei testamenti nazionali tramite l'Enrwa (Associazione europea per la rete dei registri testamentari, www.enrwa.eu), che permette ai notai di consultare un registro straniero tramite il loro registro nazionale.

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