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Occhio alla detrazione se il figlio vive fuori sede

del 07/06/2012
di: La Redazione
Occhio alla detrazione se il figlio vive fuori sede
Occhio ad applicare la detrazione di 50 euro per i figli under 26 se questi, per esempio, studiano lontano da casa e dunque perdono il requisito essenziale per far scattare la detrazione che è quello della dimora nell'abitazione principale. Non rileva infatti la circostanza che il figlio sia ancora fiscalmente a carico dei genitori. Questo e tanti altri chiarimenti sono stati al centro della puntata di ieri di «Imu facile», l'appuntamento quotidiano con gli esperti di ItaliaOggi in onda in diretta su Class Cnbc (canale 507 della piattaforma Sky) tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 19 alle 19.30 e in replica sullo stesso canale il pomeriggio del giorno successivo. Le domande dei telespettatori, giunte in redazione via telefono e twitter, si sono concentrate soprattutto sulla corretta disciplina della detrazione per i figli al di sotto dei 26 anni che, com'è noto, frutta 50 euro a figlio (fino a un massimo di 400 euro complessivi da sommare alla detrazione di 200 euro per l'abitazione principale). Il bonus che, è bene precisare, prescinde da limiti reddituali, dovrà essere applicato con molta cautela in tutti i casi in cui i figli, pur rimanendo residenti nella casa di famiglia, non vi dimorino più in modo stabile, per esempio perché sono andati a studiare in un'altra città. La circolare n.3/Df, infatti, collega la possibilità di fruire dell'agevolazione alla circostanza che i figli dimorino stabilmente nell'abitazione principale, mentre non conta il fatto che siano fiscalmente a carico dei genitori. Per questo chi ha un figlio fuori sede dovrà stare molto attento ad applicare la maggiorazione di 50 euro alla detrazione perché il comune potrebbe contestarne la legittimità. Se il figlio fuori sede, per esempio, ha nella casa in cui vive utenze intestate (gas, luce, pay tv) basterà un controllo incrociato del comune di origine per far decadere il diritto al bonus. Un altro chiarimento è arrivato sulle abitazioni inagibili che pagano un'Imu dimezzata. Né la legge né la circolare esplicativa dettano criteri per definire cosa debba intendersi per abitazione inagibile. In assenza di parametri certi, allora, il consiglio degli esperti di ItaliaOggi è munirsi di un'attestazione da parte di un tecnico che dichiari lo stato di inagibilità. L'attestazione dovrà essere portata tempestivamente a conoscenza degli uffici tecnici comunali in modo da evitare contestazioni.

Francesco Cerisano

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