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La nuova patrimoniale imbarca anche i rimpatri giuridici

del 07/06/2012
di: Maurizio Tozzi
La nuova patrimoniale imbarca anche i rimpatri giuridici
Nuova patrimoniale sugli immobili, inclusi i rimpatri giuridici. L'imposta è pagata dall'intermediario e in sostanza si salva il segreto dello scudo fiscale. Per gli immobili Ue o nei paesi See collaborativi se manca il valore catastale possono usarsi il costo storico o in alternativa il valore di mercato. Sulle attività finanziarie valore da considerare al 31 dicembre. Rebus sui conti correnti con giacenza media elevata ma saldo molto contenuto. Da comprendere se l'importo di 34 euro sia da proporzionare in funzione della quota e dai mesi di possesso e se l'esonero dal pagamento della patrimoniale nel caso di giacenza media non superiore a 5 mila euro sia limitato solo ai conti Ue o See.

Il provvedimento del direttore dell'agenzia delle entrate del 5 giugno scioglie alcuni dubbi circa le nuove patrimoniali per gli immobili e le attività finanziarie detenute all'estero, ma probabilmente costringerà ancora una volta a rivedere sia le istruzioni che i software di compilazione e comunque richiede un intervento di prassi per risolvere alcuni interrogativi residuali.

Per quanto concerne gli immobili, tra gli aspetti di maggior interesse è certamente la statuizione secondo cui anche gli immobili oggetto di rimpatrio giuridico devono essere sottoposti al prelievo fiscale. In sostanza, il provvedimento prevede un meccanismo di prelievo analogo a quello dell'imposta di bollo speciale sullo scudo, stabilendo il coinvolgimento diretto delle società fiduciarie che hanno in amministrazione gli immobili all'estero. Ovviamente in tale circostanza permane l'esonero dalla compilazione sia di Rw che della nuova sezione XVI del quadro Rm: di fatto, pagando la patrimoniale si ottiene un effetto analogo a quello che l'imposta di bollo speciale esercita per le attività finanziarie, ossia la conservazione del «segreto» sullo scudo effettuato. Nulla di ciò interessa gli immobili oggetto di regolarizzazione, che come è noto devono essere comunque indicati nel quadro Rw, non potendo in alcun modo conservare un segreto e dunque saranno indicati dal contribuente anche nel nuovo quadro Rm, con relativa evidenziazione dell'imposta da pagare, che sarà corrisposta direttamente dal contribuente stesso.

Dopo di che è precisato che per gli immobili ricevuti in successione o donazione si assume il valore indicato nei relativi atti o in assenza il costo d'acquisto sostenuto dal de cuius o dal donante, ovvero quale ultima alternativa il valore di mercato. Infine, precisazione importante, per gli immobili Ue o localizzati nei paesi See «collaborativi», laddove non dovesse essere possibile risalire al valore catastale, potranno utilizzarsi le regole ordinarie ossia far riferimento al costo d'acquisto o al valore di mercato.

In riferimento alle attività finanziarie, invece, alcune perplessità residuano anche dopo il provvedimento. Anzitutto una soluzione improntata alla ragionevolezza: per il valore di mercato si assume quello al termine di ciascun anno solare. Se ciò semplifica la vita per quanto concerne la valorizzazione delle attività, è altrettanto vero che si pone il problema di attività «svuotate» in prossimità del 31 dicembre. L'esempio immediato è un conto corrente al di fuori dell'Ue o del See che proprio verso la fine dell'anno vede ridursi drasticamente il saldo per un rientro di capitali in Italia o in paesi con patrimoniale fissa a 34 euro. A leggere il provvedimento non sembrano esserci dubbi: comunque sarà il saldo di fine anno il valore da prendere in considerazione per il calcolo della nuova patrimoniale, ma tale conclusione presta il fianco a manovre finalizzate a contenere l'impatto della nuova imposta.

Ciò posto, il provvedimento nel ribadire che per i conti correnti e i libretti di risparmio detenuti nell'Ue o nei paesi See collaborativi la nuova patrimoniale è pari a 34 euro, sembra affermare, almeno a leggere la sequenza delle locuzioni utilizzate, che anche tale importo debba essere proporzionato ai mesi e alla quota di possesso detenuta nell'arco dell'anno, così come accade per la patrimoniale dell'1 per mille calcolato su tutte le altre attività finanziarie. Inoltre, sempre per detti conti si stabilisce un totale parallelo con l'imposizione sui conti correnti prevista in Italia, stabilendo che la nuova patrimoniale non trova applicazione nel caso in cui la giacenza media del conto non sia superiore a 5 mila euro. Su tali due aspetti, però, è necessario che sia l'amministrazione finanziaria a chiarire l'ambito applicativo. Per quanto riguarda l'importo fisso di 34 euro, infatti, le perplessità al momento derivano dall'ultima versione licenziata di Unico Pf, fascicolo 2 e dalle relative specifiche tecniche, probabilmente da aggiornare, che al momento stabiliscono che nel caso in cui il contribuente abbia un conto in detti paesi Ue o See collaborativi e barra la colonna 8 del rigo Rm 33 della nuova sezione XVI del quadro Rm, a prescindere dai mesi di detenzione del conto e dalla percentuale di riferimento indicati nelle rispettive colonne 3 e 4, comunque l'importo da pagare è fisso e pari a 34 euro. Infine, in ordine alla giacenza media, sempre facendo riferimento alla sequenza redazionale del punto 5.1 del provvedimento, sembra di potersi affermare che l'esonero dal pagamento della nuova patrimoniale sia limitato solo ai conti Ue o See collaborativi, ma una conferma in tal senso resta opportuna.

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