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Ministero del lavoro: il Durc sopravvive su carta

del 06/06/2012
di: Carla De Lellis
Ministero del lavoro: il Durc sopravvive su carta
Il Durc sopravvive alla decertificazione. Per i rapporti tra privati, infatti, resta ancora richiedibile in formato cartaceo (per esempio per la verifica da parte del committente o del responsabile dei lavori dell'idoneità tecnico professionale delle imprese affidatarie, come impone il T.u. sicurezza); in tutti i rapporti tra le p.a., invece, l'obiettivo è la sua completa dematerializzazione con ricorso alla Pec, canale obbligatorio di consegna del Durc a partire dal 1° luglio 2013. È quanto precisa, tra l'altro, il ministero del lavoro nella circolare n. 12/2012.

Il ministero sottolinea, in primo luogo, che le stazioni appaltanti sono tenute ad acquisire d'ufficio il Durc non soltanto nell'ambito dei lavori pubblici (in tutti i contratti pubblici), ma anche nei lavori privati dell'edilizia. In quest'ultimo ambito, tuttavia, sopravvive la possibilità di emissione del Durc a privati, ai fini dell'utilizzo esclusivo nei rapporti fra privati. Ciò è previsto, precisa il ministero, dal T.u. sicurezza laddove richiede, a carico del committente o del responsabile dei lavori privati, alcuni adempimenti concernenti la verifica dell'idoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi anche attraverso il Durc (adempimenti peraltro sanzionati penalmente).

In secondo luogo, il ministero ribadisce quanto già affermato in precedenza circa l'impossibilità di sostituire il Durc con un'autocertificazione, in quanto la regolarità contributiva non può essere «oggetto di sicura conoscenza». Rispetto a quanto avviene per stati, qualità personali e fatti, è cosa del tutto diversa, spiega il ministero, la certificazione relativa al regolare versamento dei contributi obbligatori, poiché non costituisce una mera certificazione del versamento di una somma a titolo di contribuzione, ma è un'attestazione di istituti previdenziali e casse edili circa la «correttezza della posizione contributiva di una realtà aziendale». Tuttavia, aggiunge il ministero, resta possibile per l'impresa presentare la dichiarazione in luogo del Durc nelle specifiche ipotesi previste dalla legge (nei contratti di forniture e servizi fino a 20 mila euro tra p.a. e società in house). Il ministero, ancora, spiega che, per il necessario risparmio di risorse economiche e amministrative, gli istituti previdenziali e le pubbliche amministrazioni sono tenute ad adottare ogni accorgimento utile per la dematerializzazione del Durc. In particolare, il ministero ritiene che la sua acquisizione non possa più operarsi attraverso i canali della posta cartacea che, oltre a dare luogo a costi elevati, non garantiscono certezza dei tempi di consegna materiale del certificato. Pertanto, gli istituti sono tenuti ad attivare ogni iniziativa utile alla progressiva diffusione dell'utilizzo della Pec per la consegna del Durc, fermo restando l'obbligatorietà dell'invio esclusivo a partire dal 1° luglio 2013.

Infine, nel ribadire l'esclusività delle casse edili abilitate alla competenza e al rilascio del Durc nel settore edile, il ministero precisa che eventuali certificazioni di regolarità rilasciate da casse edili non abilitate, pur se accompagnate da certificazioni di regolarità separate da parte degli istituti di previdenza, non potranno in alcun modo sostituirsi al Durc, ancorché le predette casse abbiano in passato sottoscritto accordi a livello locale e abbiano in corso contenzioso sul loro riconoscimento.

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