Consulenza o Preventivo Gratuito

Decreto rinnovabili: Bruxelles boccia il Conto energia

del 06/06/2012
di: da Bruxelles Angelo Di Mambro
Decreto rinnovabili: Bruxelles boccia il Conto energia
Il decreto che riordina il conto energia accelera troppo il processo di riduzione degli incentivi e contiene norme troppo complesse, tali da essere un «deterrente» che renderà «molto difficile, se non impossibile, per i produttori indipendenti accedere al finanziamento dei propri progetti». Sono alcuni dei rilievi che la Commissione europea, direzione generale del commissario all'energia Gunther Oettinger, ha messo nero su bianco e ha inviato per lettera nella giornata di lunedì al capo del dipartimento energia del ministero dello Sviluppo economico, Leonardo Senni.

Secondo l'analisi dell'esecutivo comunitario, «insieme alla riduzione degli incentivi finanziari le procedure amministrative che si applicano agli incentivi devono essere semplificate». Le critiche di Bruxelles sul decreto, che oggi sarà in discussione in Conferenza unificata, riguardano soprattutto la complessità delle procedure amministrative previste per l'applicazione degli incentivi e le modalità di introduzione dei registri per i nuovi progetti di energie rinnovabili. Oneri burocratici che, sottolinea la lettera, in tempo di crisi non fanno altro che «diminuire la sicurezza degli investitori sul fatto che i progetti si qualifichino per il sostegno finanziario». In concreto, la Dg Energia indica nelle soglie minime individuate dal decreto per l'obbligo di registrazione dei progetti (capacità di 12 kw per il fotovoltaico, 50 kw per le altre tecnologie), un meccanismo che «potrebbe funzionare come un deterrente capace di paralizzare proprio il segmento di mercato di piccola scala che la riforma mira a rendere prioritario». Bruxelles chiede poi «periodi di transizione più lunghi di quelli attualmente previsti» per poter «accompagnare l'adattamento del mercato ai nuovi sistemi d'incentivi e proteggere gli investimenti esistenti», considerando anche che «le procedure d'attuazione dei nuovi meccanismi d'asta non sono ancora stati definiti». Bruxelles chiede anche di accelerare sull'adozione dei «sistemi di sostegno per le fonti rinnovabili nel settore del riscaldamento e raffreddamento», chiarezza sul proseguimento del sostegno a progetti di efficienza energetica e la definizione degli obiettivi per il 2020 del sistema dei certificati bianchi.

Si tratta di critiche «sacrosante» secondo il responsabile green economy del Pd, Ermete Realacci: «Il provvedimento così com'è rischia di bloccare il settore con inutili e vessatori appesantimenti burocratici, ora si cambi». Il registro dei progetti «è un sistema che ha dimostrato più volte la sua inefficienza», denuncia Valerio Natalizia, presidente del Gifi/Anie (gruppo imprese fotovoltaiche italiane). «Non serve a controllare la spesa ma solo a creare complicazioni burocratiche agli operatori e ad aumentare i costi gestionali». Se il governo intende mantenerlo, aggiunge Natalizia, almeno preveda «un innalzamento a 200 kW della soglia di accesso». L'introduzione del registro con soglie dimensionali troppo basse e la riduzione generale del budget, rincara la dose Natalizia, «rischiano di portare l'industria del fotovoltaico alla bancarotta».

vota