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Tirocinio a 18 mesi, periodo transitorio nel caos

del 05/06/2012
di: di Gabriele Ventura
Tirocinio a 18 mesi, periodo transitorio nel caos
Nuovo tirocinio nel limbo. Ma intanto giovani periti industriali, periti agrari, geometri e agrotecnici potranno far l'esame di stato dopo 18 mesi di pratica anche se l'hanno iniziata prima dell'entrata in vigore del decreto liberalizzazioni (24 gennaio 2012). Gli altri professionisti probabilmente no. Perché dopo il discusso parere del ministero della giustizia, che ha giudicato la norma (articolo 9, comma 6) non retroattiva, si è adeguato anche il Miur, inviando una lettera ai rettori delle Università (prot. n. 2021 del 29 maggio) ribadendo quanto affermato da via Arenula. Ma contraddicendo, al tempo stesso, le proprie ordinanze emanate per gli esami di stato delle professioni tecniche, dove invece si fa espresso riferimento, nei requisiti di ammissione, all'art. 9, comma 6 del dl n. 1/2012 (si veda ItaliaOggi del 1° giugno scorso). Insomma, il nuovo tirocinio è sempre più nel caos, e a questo punto solo il regolamento atteso potrà fare chiarezza. Tanto che lo stesso ministero sminuisce la portata del documento diffuso. «Non si tratta di un parere, ma di una mia opinione che ho inviato all'ufficio legislativo», afferma il capo ufficio legislativo di via Arenula, Augusta Iannini, «e che ho espresso sulla base delle numerose richieste di chiarimento ricevute da giovani praticanti. A questo punto spetta al Cnf dettare una linea unitaria alla categoria». Nel frattempo, però, si è creato un salvacondotto di cui potranno usufruire in pochi. E il rischio è la nascita di contenziosi da parte dei giovani professionisti che non avranno «sconti» retroattivi. Quel che è certo, al momento, è che a livello normativo le ordinanze che hanno in mano le professioni tecniche valgono di più rispetto al parere del ministero della giustizia e alla lettera del Miur. Motivo per cui gli ordini con gli esami alle porte andranno avanti per la loro strada. «Il parere lascia il tempo che trova», afferma il presidente degli agrotecnici, Roberto Orlandi, «noi abbiamo inviato un quesito al ministero della giustizia senza ricevere risposta. Poi è uscita l'ordinanza che poneva i 18 mesi di pratica come requisito di ammissione all'esame e ci siamo adeguati. Ora, alla vigilia della scadenza per la presentazione delle domande, non si può certo tornare indietro». Sulla stessa linea Giuseppe Jogna, presidente dei periti industriali. «Per noi vale l'ordinanza», spiega, «dove il nostro ministero competente ci dice come comportarci». Nel frattempo il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha trasmesso ai presidenti locali la lettera del Miur (nota informativa n. 47/2012). Mentre secondo l'Associazione nazionale forense ha fatto bene l'Ordine degli avvocati di Firenze, «che ha giustamente giudicato in contrasto con la disciplina sulle liberalizzazioni e dunque inapplicabile il parere beffa del ministero della giustizia».

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