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La Posta certificata riconosciuta negli stati Ue

del 05/06/2012
di: da Angelo Di Mambro
La Posta certificata riconosciuta negli stati Ue
Un quadro normativo che faciliti le transazioni elettroniche tra imprese, cittadini e autorità pubbliche. Lo prevede la proposta di regolamento presentata ieri dalla Commissione europea, che ora dovrà essere discussa da consiglio e parlamento, per vedere applicazione concreta entro uno o due anni. Nessuna carta di identità elettronica europea obbligatoria, né un nuovo sistema di raccolta dati stile Grande Fratello, come sostenuto nelle anticipazioni di queste settimane, ma un facilitatore giuridico perché i sistemi già esistenti possano dialogare attraverso il mutuo riconoscimento. Il regolamento comprende norme sia per consentire ai cittadini europei di utilizzare sistemi di identificazione elettronica oltre le frontiere, sia per permettere alle firme elettroniche e agli altri servizi online connessi (mail certificata, marche temporali digitali ecc.) di essere riconosciuti in paesi diversi. Facciamo l'esempio della posta elettronica certificata, o Pec. Attualmente il suo valore legale si ferma ai confini italiani, il regolamento Ue prevede che possa essere riconosciuta all'estero. Una promessa di vita più facile per le imprese che partecipano ad appalti pubblici online in tutta l'Ue, per gli imprenditori che vogliano esercitare un'attività economica in un altro paese europeo, e per i comuni cittadini, con vantaggi sull'accesso e la disponibilità di documenti, compresi quelli medici. Una promessa, appunto. Perché tutto dipende dagli stati membri, se decidono di notificare alla Commissione la loro scelta di aderire al principio dell'accettazione reciproca. Bruxelles sceglie un approccio soft per una materia che più delicata non si può. Basti pensare allo scontro che la sola ipotesi di adozione di una carta di identità elettronica ha scatenato negli anni passati in Gran Bretagna, dove, dopo diversi tentativi dei governi laburisti, si è scelto di farne a meno e restare fedeli alla carta. Oppure il caso dell'Italia, dove la carta di identità elettronica c'è dal 2000 per legge, ma la cui diffusione è al palo.

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