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Comuni: fabbisogni standard, ancora intoppi

del 05/06/2012
di: Pagina a cura di Francesco Cerisano
Comuni: fabbisogni standard, ancora intoppi
Comuni ancora in ritardo nei fabbisogni standard. Dopo gli intoppi che nei mesi scorsi hanno caratterizzato la compilazione del primo pacchetto di questionari (relativo alle funzioni di polizia locale e anagrafe, si veda ItaliaOggi del 13/8/2011) e del secondo gruppo riguardante le funzioni generali di amministrazione, gestione e controllo (si veda ItaliaOggi del 7/9/2011), anche la fase tre dei fabbisogni, che ha puntato i riflettori sulla scuola, sta creando più di un grattacapo ai comuni. Sono 333 i municipi che alla data del 23 maggio 2012 non hanno trasmesso a Sose (la società guidata da Giampietro Brunello che elabora gli studi di settore e a cui spetta, assieme all'Ifel, la definizione dei parametri) i questionari sulle funzioni di pubblica istruzione. Il termine ultimo scadeva a fine aprile (60 giorni dalla pubblicazione in G.U. dei modelli avvenuta il 25 febbraio) e ora il rischio per i sindaci inadempienti è sempre lo stesso: il blocco dei trasferimenti. L'atto di messa in mora è arrivato ieri dal ministero dell'interno che ha pubblicato sul sito web della direzione finanza locale l'elenco delle amministrazioni ritardatarie invitandole a mettersi in regola per non incorrere nella sospensione del pagamento dell'ultima tranche del Fondo di riequilibrio che il Viminale erogherà entro fine ottobre. Nell'elenco dei «cattivi» oltre a 333 comuni figurano anche alcune province: 4 (Mantova, Matera, Pesaro-Urbino e Taranto) che non hanno compilato i questionari sulla scuola e 5 (quelle testè menzionate più Chieti) che hanno snobbato i modelli riguardanti le funzioni di gestione del territorio. Tra i municipi in difficoltà con i questionari ci sono molti centri del Sud: Battipaglia, Casarano, Capua, Cava de' Tirreni, Conversano, Molfetta, Ercolano, Gioia Tauro, Margherita di Savoia, Mattinata, Nocera Inferiore, Ortanova, Polignano a Mare, Positano, Praia a Mare, Roccella Jonica.

Per tutti ci sarà tempo fino all'inizio di agosto per mettersi in regola, inviando i questionari alla Sose (e non al ministero dell'interno che in questa procedura svolge solo un ruolo di supporto). La legge dà infatti ai comuni 60 giorni dalla messa in mora da parte del Viminale per regolarizzare la propria posizione. Dopo scatterà la decurtazione della terza rata del fondo di riequilibrio.

Nel frattempo i comuni che avranno bisogno di chiarimenti potranno rivolgersi a Ifel, il soggetto deputato a fornire assistenza nella compilazione. Non al ministero dell'interno, come ribadito nuovamente anche nel comunicato di ieri.

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