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Decreto crescita: professionisti, rischioso mentire

del 05/06/2012
di: di Giovanni Galli
Decreto crescita: professionisti, rischioso mentire
Il professionista che espone informazioni false nelle attestazioni o relazione ovvero omette di riferire informazioni rilevanti, e' punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 50.000 a 100.000 euro. Lo prevede l'ultima bozza del decreto sviluppo che aggiunge una disposizione ad hoc dopo l'articolo 236 del regio decreto 267 del 1942 che disciplina il concordato preventivo e l'amministrazione controllata. L'articolo aggiuntivo del provvedimento, che dovrebbe andare domani all'esame del Consiglio dei ministri e che è stato messo prevalentemente a punto dai tecnici del ministero dello sviluppo economico, guidato da Corrado Passera, prevede che «se il fatto e' commesso al fine di conseguire un ingiusto profitto per se' o per altri, la pena e' aumentata. Se dal fatto consegue un danno per i creditori la pena e' aumentata fino alla meta'». Vediamo in sintesi le altre novità della bozza.

PMI

Ecco nuovi strumenti di finanziamento per le piccole e medie imprese. Le societa' beneficiarie, si legge nel testo, «possono emettere cambiali finanziarie» e «il limite massimo all'ammontare di cambiali finanziarie in circolazione» viene fissato «nel totale dell'attivo corrente come rilevabile dall'ultimo bilancio certificato approvato», ossia l'importo delle attivita' in bilancio con scadenza entro l'anno dalla data di riferimento del bilancio stesso.

MORATORIA

Arriva la moratoria per le imprese che hanno beneficiato delle agevolazioni concesse dal ministero dello Sviluppo economico: la sospensione sara' di 12 mesi e varra' una sola volta. «In relazione ai finanziamenti agevolati concessi dal Ministero dello sviluppo economico - si legge nella bozza - puo' essere disposta, per una sola volta, una sospensione di dodici mesi del pagamento della quota capitale delle rate. Al tal fine il Ministro dello sviluppo economico, con decreto di natura non regolamentare da adottare entro novanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto-legge, stabilisce condizioni e criteri per la concessione di tale beneficio, nonche' i termini massimi per la relativa richiesta, prevedendone l'applicazione anche alle iniziative nei cui confronti sia stata gia' adottata la revoca delle agevolazioni in ragione della morosita' nella restituzione delle rate, purche' il relativo credito non sia stato iscritto a ruolo, e determinando, in tal caso, modalita' di restituzione graduale. La sospensione non puo' in nessun caso determinare il superamento dell'equivalente sovvenzione lordo massimo concedibile».

ASSUNZIONI

In vista un beneficio fiscale del 100% con un credito d'imposta massimo di 300mila euro per tutte le imprese che assumono «personale altamente qualificato». Il diritto a fruire del credito d'imposta decade, si legge nella bozza, «se i posti di lavoro creati non sono conservati per un periodo minimo di tre anni, ovvero di due anni nel caso delle piccole e medie imprese; nei casi in cui vengano definitivamente accertate violazioni non formali, sia alla normativa fiscale che a quella contributiva in materia di lavoro dipendente per le quali sono state irrogate sanzioni di importo non inferiore a euro 5.000, oppure violazioni alla normativa sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste dalle vigenti disposizioni, nonche' nei casi in cui siano emanati provvedimenti definitivi della magistratura contro il datore di lavoro per condotta antisindacale».

AIUTI SUL WEB

Sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e l'attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti ed imprese per forniture, servizi, incarichi e consulenze di importo complessivo superiore a 1.000 euro nel corso dell'anno solare, sono soggetti alla pubblicita' sulla rete internet.

COMPENSAZIONI

Nell'ultima bozza del decreto sviluppo salta la norma che disciplinava le compensazioni dei crediti fiscali contenuta in una precedente versione del testo. In particolare, si tratta dell'articolo che prevedeva che raddoppiasse la soglia di compensazione dei crediti fiscali portandola da 516.456,90 a 1.000.000 di euro per tutti i contribuenti.

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