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Appalti, interdittiva antimafia solo con indizi certi

del 02/06/2012
di: Dario Ferrara
Appalti, interdittiva antimafia solo con indizi certi
Per l'interdittiva antimafia a carico dell'azienda serve un quadro indiziario preciso fondato su elementi aggiornati. Non basta infatti un rapporto di subappalto con un'impresa in odore di camorra a bloccare gli appalti dell'azienda finita nel mirino della prefettura. Deve invece essere approfondita la verifica sullo scambio di personale tra le ditte, per stabilire se sia, per esempio, un metodo dei boss per controllare in qualche modo il presunto socio impegnato in attività pulite. E se il clan incriminato pare ormai in disarmo, sono inutili le vecchie relazioni della direzione investigativa antimafia: l'ufficio territoriale del governo è tenuto a procurarsi notizie più fresche sull'attività dei presunti criminali in modo da valutare il rischio-infiltrazioni. È quanto emerge dalla sentenza 2678/12, pubblicata dalla terza sezione del Consiglio di stato.

Accolto il ricorso della cooperativa in terra di Gomorra: annullata l'informativa antimafia del prefetto di Napoli che aveva portato alla revoca di appalti aggiudicati all'azienda. È vero, non può avere che natura prognostica la valutazione del prefetto che fa scattare l'inibitoria ai danni dell'impresa: lo impone la necessità di evitare che i contratti pubblici finiscano nelle grinfie di organizzazioni criminali travestite da imprese legali. Ma il quadro indiziario su cui si fonda la decisione dell'ufficio territoriale deve comunque essere coerente, anche se non risulta perfezionato. E soprattutto non può basarsi su supposizioni. In questo caso il prefetto ha in mano elementi insufficienti: i presunti camorristi legati in rapporto di subappalto sono stati assolti anni prima dall'accusa di cui al 416 bis Cp e nel frattempo il clan di riferimento è stato sconfitto.

Ai fini dell'interdittiva antimafia, infatti, la rilevanza di una organizzazione camorristica deve presentare il requisito della idoneità, attuale ed effettiva, del vincolo associativo a influenzare le iniziative e le decisioni del soggetto condizionato. Lo scioglimento della «famiglia» di appartenenza dei «guaglioni» finiti nel mirino delle forze dell'ordine possono consentire di escludere il potenziale condizionamento dell'azienda.

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