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Denuncia telematica ok anche se il sistema fa flop

del 02/06/2012
di: di Debora Alberici
Denuncia telematica ok anche se il sistema fa flop
Valida la presentazione della dichiarazione dei redditi in via telematica anche se per colpa del sistema ci sono delle incongruenze. Questi difetti non possono essere addebitati al contribuente. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 8805 del 1 giugno 2012, ha respinto il ricorso dell'amministrazione finanziaria ritenendo illegittime delle cartelle di pagamento spiccate sulla base di dati errati trasmessi con la dichiarazione telematica. La vicenda riguarda un contribuente di L'Aquila che, nel '99, aveva affidato la presentazione della sua dichiarazione dei redditi a un Caf specializzato. Fra l'altro l'uomo si era fatto rilasciare una certificazione di avvenuta presentazione dalla ditta incaricata. Ma qualcosa non aveva funzionato. C'erano state delle incongruenze che l'amministrazione finanziaria aveva messo a carico del contribuente tanto da notificargli degli avvisi Irap, Irpeg e Iva. Lui li aveva impugnati e la Ctp li aveva annullati. La decisione era stata poi confermata dalla Ctr. Quindi il ricorso in cassazione da parte dell'Agenzia delle entrate. Con il terzo motivo il fisco aveva sostenuto che il giudice di secondo grado non aveva indicato compiutamente le ragioni in virtù delle quali disattendeva la sua doglianza circa la mancata presentazione della dichiarazione '99, per cui l'opposizione dell'avviso doveva ritenersi infondata. La tesi non è piaciuta alla sezione tributaria che, respingendo tutti i motivi, ha messo nero su bianco: «atteso che la Ctr esattamente rilevava che la Filo Sud si era avvalsa della procedura telematica per la presentazione di tale dichiarazione per la quale aveva prodotto anche la relativa attestazione della ditta incaricata. Tanto basta per ritenere assolto il suo obbligo fiscale anche se poi fossero state riscontrate delle incongruenze di dati, trattandosi di riflessi negativi semmai attribuibili al terzo convenzionato e non piuttosto alla contribuente». La Cassazione ha respinto anche l'altro motivo presentato dall'amministrazione finanziaria sulla difesa tecnica, precisando nuovamente che questa, nel processo tributario, non una condizione di ammissibilità degli atti processuali ma è solo fonte di dovere per il giudice adito di invitare le parti a munirsi di idonea assistenza, derivando l'inammissibilità solo dall'inottemperanza di questo ordine. Da questo deriva che la sentenza che accoglie il ricorso del contribuente, senza rilevare il difetto di rappresentanza, non è nulla, in quanto il solo contribuente ha un interesse giuridicamente tutelato a rilevare la mancata emanazione dell'invito e non anche l'ente impositore. Anche la Procura generale ha chiesto al Collegio di respingere il ricorso dell'amministrazione finanziaria.
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