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Circolare Entrate: le residenze fittizie messe k.o.

del 02/06/2012
di: di Valerio Stroppa
Circolare Entrate: le residenze fittizie messe k.o.
Un anno di tempo per portare a termine il piano di controlli contro le false residenze fiscali all'estero. Entro il primo semestre del 2013 le Direzioni provinciali dell'Agenzia delle entrate dovranno completare l'analisi degli emigrati, individuando le situazioni a maggior rischio di evasione. E per riuscirci riprende vita la collaborazione con i comuni, che possono fornire elementi preziosi per capire se un cittadino si è davvero trasferito oltre confine o se lo ha fatto solo sulla carta per schivare il fisco. È quanto stabilisce la circolare n. 18/12, recante gli indirizzi operativi per le verifiche (si veda ItaliaOggi di ieri). Linee guida che prevedono anche un utilizzo sempre più incisivo delle indagini finanziarie nei confronti di commercianti e professionisti.

Residenze fittizie. L'Agenzia mette nel mirino i soggetti che hanno trasferito all'estero la residenza fiscale. L'art. 83, commi 16 e 17 del dl. 112/2008 ha previsto una strategia congiunta tra comuni ed Entrate volta ad individuare coloro che, dietro l'apparente trasferimento, di fatto mantengono famiglia e interessi in Italia, versando però le imposte altrove. La circolare rileva però che «il meccanismo di controllo sancito dal dl. 112/2008 non è ancora pienamente entrato a regime». Le Direzioni territoriali sono invitate a concludere e concretizzare il lavoro entro i primi sei mesi del 2013. Andrà completato il monitoraggio dei soggetti che hanno spostato all'estero la residenza prima del 25 giugno 2008 e selezionati i contribuenti da sottoporre a verifica; per coloro che si sono trasferiti successivamente, invece, le Entrate dovranno assicurarsi presso i comuni di (ex) residenza che questi ultimi abbiano svolto gli adempimenti prescritti dalla legge. Laddove ciò non fosse avvenuto, gli enti locali saranno invitati ad avviare velocemente la procedura. Qualora invece i municipi siano stati diligenti comunicando al fisco le anomalie, le segnalazioni andranno verificate, tenendo sotto controllo la posizione per almeno un triennio.

Indagini finanziarie. Per quanto riguarda gli accertamenti eseguiti nei confronti di piccole imprese e lavoratori autonomi: meno verifiche, ma di maggiore qualità. «L'elevato numero di controlli programmati determinava, inevitabilmente, che molti di essi si concludessero con la constatazione di violazioni di minimo ammontare, spesso non adeguatamente provate e fonte, pertanto, di inutile contenzioso», recita la circolare. Nel 2011 l'inversione di rotta: scendono i controlli (178 mila contro i 240 mila del 2009), sale il recupero medio (76.000 euro di maggiore imposta accertata contro i 65.000 del 2009). Per migliorare ulteriormente questo trend, le Entrate spingono sulle indagini finanziarie, soprattutto in vista dell'imminente afflusso all'Anagrafe tributaria dei dati relativi alle movimentazioni bancarie. «Va sempre più privilegiato l'utilizzo delle indagini sui rapporti finanziari, con particolare riguardo ai conti correnti», evidenziano le Entrate, «le cui movimentazioni consentono la ricostruzione presuntiva dell'effettivo volume degli affari conseguito». L'obiettivo dichiarato, da raggiungere «nel più breve tempo possibile», è quello di attivare almeno un'indagine finanziaria ogni 10 controlli effettuati nell'anno nei confronti dei lavoratori autonomi, a cominciare da professionisti, commercianti e imprenditori nel settore dei servizi.

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