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Terremoto, un aiuto concreto dai professionisti

del 31/05/2012
di: La Redazione
Terremoto, un aiuto concreto dai professionisti
«Il primo pensiero va alle famiglie delle dieci vittime e agli oltre 14 mila sfollati che non possono ritornare nelle loro case, distrutte o danneggiate dalle continue scosse di terremoto che da una settimana continuano a scuotere il cuore dell'Emilia. Oltre ai gravissimi danni al patrimonio culturale e architettonico, il sisma sta mettendo in ginocchio le attività produttive del territorio, dove i danni ammontano già a decine di milioni di euro. Ma serve anche una mobilitazione generale di tutte le categorie professionali per dare un aiuto concreto alle popolazioni colpite dal sisma». Dopo le ultime scosse di terremoto del 29 maggio, il presidente di Confprofessioni Emilia Romagna, Maria Paglia, chiama a raccolta i 280 mila professionisti della regione per un immediato intervento a sostegno delle popolazioni delle zone terremotate.

«La risposta dello Stato è stata tempestiva ed efficace, l'intervento della Protezione civile sta mostrando prova di grande competenza e professionalità. Assieme alla gestione dell'emergenza, il governo si è dimostrato altrettanto sensibile nel rispondere tempestivamente alle istanze dei professionisti e delle imprese, rinviando i versamenti fiscali e contributivi a settembre», aggiunge Paglia. «La situazione è gravissima e non poteva risolversi solo nell'annunciata sospensione del pagamento dell'Imu per case e fabbricati danneggiati, ma serviva un provvedimento ad ampio raggio per far ripartire subito le attività produttive, rinviando tutti gli adempimenti di natura fiscale, previdenziale e amministrativi, così come una proroga del pagamento delle rate del mutuo e la sospensione degli adempimenti processuali e dei termini per i versamenti tributari e previdenziali».

Intanto, è già scattata la corsa alla solidarietà tra i 280 mila professionisti che operano nella Regione. I primi a muoversi sono stati i professionisti dell'area tecnica. Attraverso il coordinamento di Asso ingegneri e architetti con la prefettura di Bologna sono già state attivate le prime unità di intervento nelle zone colpite dal sisma. Sotto il coordinamento della Consulta della Protezione civile della provincia di Bologna, i volontari di Pro-Ing, un'associazione fondata da Asso Ingegneri e Architetti nel 1996, sono intervenuti per portare il proprio contributo di solidarietà alle popolazioni terremotate, allestendo i campi di accoglienza di Finale Emilia. «La scossa del 29 maggio scorso ha aggravato la situazione», afferma Giuseppe Gervasi, presidente di Pro-Ing. «Ci stiamo attivando per allestire nuovi campi di accoglienza per gli sfollati a San Felice sul Panaro, a Mirandola, Cento, Camposanto e Crevalcore. In questa fase di emergenza dobbiamo considerare tutti gli aspetti dal punto di vista funzionale e della sicurezza: spazi a disposizione, razionale collocazione di tende e servizi, impianti elettrici, scarichi fognari. Ma stiamo già pensando, insieme con il coordinamento comunale, regionale, la prefettura e la protezione civile, alle verifiche strutturali in ogni ambito dell'ingegneria, dal campo chimico-impiantistico a quello idraulico e industriale».

La catena di solidarietà è scattata anche tra gli stessi professionisti emiliani. In stretto contatto con la Protezione civile, che sta autorizzando lo spostamento delle attività produttive, i medici dentisti dell'Andi si sono offerti per ospitare i colleghi delle zone colpite dal sisma, così come i veterinari che si stanno attivando per fronteggiare l'emergenza nella filiera zootecnica e alimentare. «Ogni categoria si sta muovendo in una gara di solidarietà», conferma il presidente di Confprofessioni Emilia Romagna. «Cerchiamo di convogliare la buona volontà di tutti verso una struttura organizzata che possa mettere in contatto tutti i professionisti della regione. Siamo in una situazione di emergenza, c'è ancora molto da fare per restituire fiducia e lavoro alle popolazioni colpite dal terremoto».

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