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Tassa sulle barche per tutti, paga anche il noleggiatore

del 31/05/2012
di: di Valerio Stroppa
Tassa sulle barche per tutti, paga anche il noleggiatore
Anche il noleggiatore paga la tassa sulle imbarcazioni. Il tributo è dovuto sebbene tale fattispecie non sia espressamente prevista dalla norma (che contempla invece la locazione e il leasing). In caso contrario, infatti, «si verificherebbero inevitabili effetti distorsivi del mercato». È questo il principale chiarimento fornito dall'Agenzia delle entrate con la circolare n. 16/E di ieri, relativa alla tassa annuale sulle unità da diporto introdotta dall'art. 16 del dl n. 201/2011. Le precisazioni intervengono a ridosso della prima chiamata alla cassa per i possessori di barche di lunghezza non inferiore a 10 metri, in scadenza oggi (si veda ItaliaOggi del 29/05/12).

Nel riepilogare la normativa e le modalità applicative varate con il provvedimento direttoriale del 24 aprile 2012, l'Agenzia ricorda che sono interessate dal pagamento tutte le unità da diporto, come definite dal dlgs n. 171/2005 (vale a dire sia le imbarcazioni, aventi una lunghezza dello scafo da 10 e 24 metri, sia le navi, aventi lunghezza superiore a 24 metri). Restano esclusi i natanti che il citato Codice della nautica da diporto configura di lunghezza inferiore ai 10 metri. Se il possessore o detentore dell'unità da diporto rientra tra i soggetti incisi dal prelievo, la tassa è dovuta a prescindere dal paese di immatricolazione dell'imbarcazione. L'esborso varia in proporzione alle dimensioni dello scafo, passando da un minimo di 800 a un massimo di 25 mila euro annui.

Devono pagare il tributo sulle barche proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio e utilizzatori in leasing (o a nolo) residenti in Italia, nonché le stabili organizzazioni in Italia di soggetti esteri. In presenza di persone fisiche non residenti o di persone giuridiche che abbiano sede legale oltre confine, invece, la tassa non è dovuta, neppure se l'imbarcazione risulti immatricolata nei registri nazionali. La circolare sottolinea poi che, nel caso in cui l'unità da diporto sia co-intestata, i proprietari o detentori sono obbligati in solido al versamento.

L'art. 16, comma 4 del dl n. 201/2011 esclude dall'onere tributario, tra le altre, le unità di proprietà o in uso allo stato e alle p.a., quelle obbligatorie di salvataggio e i battelli di servizio (compresi i tender), nonché quelle destinate a finalità di assistenza sanitaria e pronto soccorso. La tassa non è poi dovuta nel primo anno di vita, a partire dall'immatricolazione, delle imbarcazioni. Le Entrate, tuttavia, forniscono un'interpretazione estensiva della norma che esenta dal pagamento le unità che costituiscono beni strumentali di aziende di locazione e noleggio (comma 7 del citato art. 16). «Deve ritenersi», recita la circolare, «che anche per le unità da diporto utilizzate per lo svolgimento delle altre attività commerciali individuate dall'art. 2 del dlgs n. 171/2005 la tassa non deve essere corrisposta». Pertanto, l'esenzione si applica pure alle unità utilizzate per l'insegnamento professionale della navigazione e a quelle appartenenti ai centri di immersione e di addestramento subacqueo come unità di appoggio per i praticanti sub a scopo sportivo o ricreativo.

La tassa annuale sulle barche va pagata in via ordinaria entro il 31 maggio di ciascun anno, con riferimento al periodo 1° maggio-30 aprile dell'anno successivo. Qualora il presupposto per l'applicazione della tassa si verifichi successivamente al 1° maggio, il versamento dovrà essere effettuato entro la fine del mese successivo al verificarsi del possesso, rapportando il quantum all'arco temporale interessato. L'Agenzia puntualizza che nel caso di successiva vendita, la tassa versata non può essere restituita, ma il nuovo acquirente non deve corrispondere nuovamente la tassa per il medesimo periodo.

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