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Entrate: fisco in pressing sul redditometro

del 31/05/2012
di: di Andrea Bongi e Fabrizio G. Poggiani
Entrate: fisco in pressing sul redditometro
Nuovo redditometro: il software manca ancora all'appello ma gli inviti del fisco arrivano lo stesso. Proprio in questi giorni, infatti, migliaia di contribuenti stanno ricevendo una lettera da parte della direzione centrale accertamento dell'Agenzia delle entrate nella quale si evidenziano alcune «anomalie» fra il reddito dichiarato per l'anno 2010 con le informazioni presenti nelle banche dati dell'anagrafe tributaria.

Si tratta, come si legge nel testo della missiva stessa, di comunicazioni aventi una finalità «esclusivamente» informativa e, pertanto, non è necessaria da parte del contribuente alcuna risposta.L'auspicio delle Entrate, infatti, non è quello di ricevere risposte, ma soltanto mettere pressione ai contribuenti avvisandoli che, a causa delle incongruenze fra redditi dichiarati e beni posseduti, il rischio accertamento sintetico è più che una possibilità. L'operazione di moral suasion sui redditi 2010 è la riedizione, a distanza di un anno esatto, di quella operata sui redditi del 2009. L'anno scorso sono state inviate 50 mila missive, quest'anno 300 mila. Dopo la trasformazione del redditometro da strumento di accertamento selettivo a strumento per l'accertamento di massa delle persone fisiche, il Fisco ha deciso di utilizzare anche lo strumento delle missive per creare apprensione sui contribuenti.

Così come lo scorso anno i contribuenti raggiunti da una delle comunicazioni inviate dalle Entrate non potranno far altro che attendere gli eventi.

Certo non potranno dar seguito all'invito contenuto nella missiva valutando la compatibilità del loro reddito dichiarato con le spese indicate nel prospetto allegato alla lettera stessa e con le altre spese sostenute nell'anno 2010 dal contribuente e dal suo nucleo familiare di appartenenza.

E non potranno farlo per due semplici ordini di motivi.

Il primo è che non hanno ancora a disposizione il famoso software di calcolo del nuovo redditometro (l'uscita del quale è stata annunciata più volte dai vertici delle entrate e puntualmente smentita dai fatti).

Il secondo è che, anche volendo ricorrere alla determinazione semplicemente «spesometrica» del loro reddito sintetico, non avrebbero comunque alcuna possibilità di adeguamento del reddito dichiarato nel 2010, semplicemente perché nessun campo dei modelli Unico contiene o contempla una simile possibilità.

Tornando al contenuto delle missive è da precisare che nelle stesse è indicato un indirizzo e-mail (dc.acc.commsint@agenziaentrate.it) al quale i contribuenti potranno rivolgersi per segnalare eventuali errori o incongruenze contenute nel prospetto relativo alle spese sostenute nell'anno 2010 oggetto di segnalazione.

Così come lo scorso anno occorre dunque valutare l'opportunità o meno di replicare attraverso il suddetto indirizzo e-mail.

Pur dubitando, e non poco, della valenza giuridica di tale canale di comunicazione telematica, anche nel rispetto della possibilità concessa all'Amministrazione Finanziaria, di ottenere anche a richiesta informazioni e dati, è sicuramente opportuno che il contribuente avvisi fin da subito le Entrate circa situazioni non veritiere in ordine alle spese allo stesso imputate o circa il possesso di redditi esenti, tassati alla fonte o quant'altro.

Difficile dire se l'invio di tali informazioni sarà sufficiente a bloccare sul nascere l'iniziativa della direzione centrale accertamento o se si sarà solamente perso del tempo, ma è altamente probabile che le missive del Fisco abbiano in realtà ben altri obiettivi.

I contribuenti ai quali arriveranno queste comunicazioni potrebbero, infatti, pensare o ripensare l'entità dei redditi 2011 che proprio in questi giorni si stanno accingendo a dichiarare al fisco.

Una moral suasion proiettata al futuro piuttosto che al passato.

Un gioco d'anticipo del fisco che pizzicando qualche migliaio di contribuenti spera di fargli alzare l'asticella del reddito da dichiarare.

Sul punto, infine, si deve evidenziare che le comunicazioni sono indirizzate anche a comparti (agricolo, in primis) dove il reddito è determinato su base fondiaria (forfait) e per i quali la prassi della stessa Agenzia (circ. 49/E/2007), rilevando la difficoltà a determinare un reddito effettivo, ritiene «… di valutare attentamente la posizione delle persone fisiche che, nei periodi d'imposta d'interesse, hanno dichiarato di svolgere attività agricole; in particolare, se il soggetto ha dichiarato redditi agrari, tassati non in base al reddito effettivo prodotto bensì sulla rendita catastale, il volume d'affari Iva eventualmente dichiarato può rappresentare un termine di valutazione del potenziale reddito ricavabile dall'attività…».

Ciò evidenzia che l'indicazione delle Entrate potrebbe anche non risultare corretta, stante l'impossibilità di conoscere l'entità effettiva del reddito «reale» e non quello dichiarato o per effetto dell'utilizzo di valori rilevati in Anagrafe tributaria, senza una vera e propria verifica; si pensi al caso reale del geometra che è stato accertato grazie alle interrogazioni in Anagrafe tributaria utilizzando, quale incremento patrimoniale, un ammontare relativo a bonifici bancari riferibili a pagamenti di spese condominiali eseguiti per conto dei condomini da lui stesso amministrati.

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