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Ministero dell'economia: mano tesa dal bollo

del 30/05/2012
di: di Valerio Stroppa
Ministero dell'economia: mano tesa dal bollo
Conti correnti in rosso senza imposta di bollo. Il prelievo non scatta neppure se il correntista è una persona fisica e il valore medio di giacenza risultante dall'estratto conto non supera i 5 mila euro. Ma laddove il cliente detenga più rapporti presso lo stesso istituto di credito, i saldi di quelli in attivo andranno sommati per verificare il superamento della soglia. Per quanto riguarda il deposito titoli, la «mini-patrimoniale» non è dovuta in caso di dossier vuoti sui quali nel corso del periodo rendicontato non siano state registrate movimentazioni. Mentre per i rapporti detenuti presso banche o sim attraverso società fiduciarie l'imposta di bollo dovrà essere applicata dall'ente gestore. È quanto chiarisce il decreto dell'Economia del 24 maggio 2012 (anticipato da ItaliaOggi del 16 maggio scorso). Il dm attua l'art. 19, commi 1-3 del dl 201/2011, come integrato e modificato dal dl 16/2012.Conti correnti. La manovra Monti dello scorso dicembre ha individuato la misura dell'imposta di bollo da corrispondere annualmente su conti correnti e libretti di risparmio detenuti presso banche e Poste italiane. L'art. 2 del dm ricorda che se il cliente è persona fisica il bollo è di 34,20 euro annui, se invece è società, associazione, fondazione, è di 100 euro. Il periodo ordinario di riferimento è l'anno civile: se gli estratti conto sono inviati periodicamente (mensili, trimestrali, semestrali) o se il rapporto viene aperto in corso d'anno l'imposta è dovuta in proporzione al periodo rendicontato. Il bollo non è dovuto sui conti o libretti di risparmio di persone fisiche con giacenza media inferiore a 5 mila euro. A tal fine, però, vanno considerati tutti i rapporti detenuti presso lo stesso intermediario, salvo quelli con giacenza media negativa (che restano comunque esenti dall'imposta). Deposito titoli. L'articolo 13, comma 2-ter della Tariffa allegata al dpr n. 642/1972 prevede un'imposta annua dello 0,1% per il 2012 e dello 0,15% dal 2013 in avanti sui prodotti finanziari, inclusi i depositi bancari e postali. Il dm ribadisce che il prelievo va determinato in funzione del valore di mercato o, in mancanza del valore nominale o di rimborso degli asset, rilevato al termine del periodo rendicontato (o al 31 dicembre di ogni anno in assenza di rendicontazione). In assenza di tali valori, deve essere assunto il costo di acquisto dei titoli. Anche in questo caso, in presenza di rendicontazioni infrannuali o di chiusura del rapporto l'imposta va pagata pro quota. L'importo minimo su base annua è di 34,20 euro. Eccezion fatta per il 2012, per il quale è previsto un tetto di 1.200 euro, non è invece stabilita una misura massima. Il decreto fissa un importante paletto per evitare manovre elusive: l'esenzione dalla “mini-patrimoniale” sui titoli si applica solo se, in costanza di rapporto, sia all'inizio che al termine del periodo rendicontato non sono presenti prodotti finanziari né sono state registrate movimentazioni nel corso del periodo stesso».

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