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Pensioni e nuovi coefficienti, calano gli assegni

del 25/05/2012
di: di Daniele Cirioli
Pensioni e nuovi coefficienti, calano gli assegni
Fissati i nuovi coefficienti per il calcolo delle pensioni di chi andrà a riposo dal prossimo anno. Per ogni 1.000 euro di contributi pagati si riceveranno 43,04 euro di pensione se l'età alla pensione è di 57 anni; 46,61 euro se l'età è di 60 anni; 54,35 euro se è di 65 anni; e 65,41 euro se è di 70 anni. In G.U. n. 120 di ieri è stato pubblicato il decreto 15 maggio 2012 che approva la revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo con la novità, tra l'altro, dell'estensione fino a 70 anni, come previsto dalla riforma Fornero-Monti.

Contributivo per tutti. I coefficienti rappresentano l'elemento fondamentale per il calcolo dell'importo della pensione, nel regime cosiddetto contributivo, regime universalmente esteso a tutti i lavoratori a partire dalle anzianità contributive maturate dal 1° gennaio 2012. Il sistema contributivo funziona grosso modo come un libretto di risparmio. Il lavoratore accantona annualmente parte dei propri guadagni (se lavoratore dipendente accantona, con il concorso dell'azienda, il 33% dello stipendio; se lavoratore autonomo accantona il 21% del proprio reddito; se collaboratore accantona il 27% del proprio compenso). I contributi sono versati fino a una certa soglia (il massimale contributivo) che, fissato in lire 132 milioni al 1° gennaio 1996, è stato annualmente rivalutato sulla base dell'indice Istat e oggi (anno 2012) è pari a 96.149 euro. Il contributi versati costituiscono il montante contributivo, il quale produce una sorta di interesse composto, con un tasso legato alla dinamica quinquennale del pil. All'atto del pensionamento, al montante contributivo si applica il coefficiente di trasformazione (ossia di conversione) e si ottiene l'importo annuo di pensione spettate.

Coefficienti fino a 70 anni. L'ultima revisione dei coefficienti di trasformazione è stata disposta dalla riforma del Welfare (la legge n. 247/2007), con decorrenza 1° gennaio 2010, a fronte dell'allungamento della vita media; il prossimo adeguamento riguarda l'anno 2013, in quanto la cadenza è ora triennale e non più decennale. Rispetto ai valori indicati nel 1995, in vigore fino al 31 dicembre 2009, i coefficienti del 2010 hanno registrato una riduzione che a seconda dell'età di accesso alla pensione varia da un minimo del 6,38 a un massimo dell'8,41%; quelli appena approvati, in vigore dal prossimo 1° gennaio, contengono una riduzione del 2-3%. Una delle novità della manovra Monti a proposito della nuova pensione di vecchiaia è la facoltà, per i lavoratori, di rimanere al lavoro fino a 70 anni al fine di migliorare il proprio assegno di pensione. A tal fine, la manovra ha stabilito (ovviamente) che i coefficienti di trasformazione vengano estesi fino a raggiungere la predetta età di 70 anni. Così è avvenuto e, infatti, diversamente dal passato, sono stati determinati i coefficienti anche per le età che vanno dai 66 ai 70 anni.

Arrivederci al 2015. Il prossimo adeguamento ci sarà nell'anno 2015, quando la revisione riguarderà i coefficienti da applicare per il triennio 2016/2019. Dall'anno 2019 in avanti (anno, peraltro, a partire dal quale l'età per la pensione di vecchiaia andrà portata automaticamente a 67 anni, se tale limite non sia stato naturalmente raggiungo con la speranza di vita), invece, la revisione dei coefficienti avrà una cadenza biennale.

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