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Tengono solo le Casse e la gestione separata Inps

del 25/05/2012
di: Ignazio Marino
Tengono solo le Casse e la gestione separata Inps
In un sistema pensionistico complessivo in sofferenza, solo la gestione separata Inps e le Casse di previdenza dei professionisti presentano conti più solidi. E questo rende sempre più urgente la presa di coscienza da parte dei cittadini della necessità di pensare per tempo al proprio futuro pensionistico. Una questione di cultura previdenziale che lo Stato sta cercando di fronteggiare anche attraverso gli estratti conto integrati. Dopo l'invio di 100 mila lettere negli ultimi giorni del 2011 a breve, infatti, si potrà procedere alle successive fasi dell'operazione: spedizione di altri 6 milioni di lettere a lavoratori con posizione assicurativa presso più enti e fornitura di indicazioni circa l'ammontare delle pensioni future. Sono queste alcune delle informazioni più rilevanti contenute nel rapporto 2012 del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale del ministero del lavoro presieduto da Alberto Brambilla.

La spesa pensionistica. Nel 2010 la spesa complessiva per prestazioni pensionistiche, al netto dei trasferimenti dalla gestione assistenziale Gias (pari a 33.677 milioni di euro), ha raggiunto i 198.662 milioni di euro, con un incremento di 6.072 milioni (+3,2%) rispetto al 2009. Mentre le entrate contributive si sono attestate a 185.656 milioni, in crescita di circa l'1% rispetto all'anno precedente. Il sistema ha quindi presentato un disavanzo gestionale di 13.006 milioni di euro, che corrisponde al 39,7% in più rispetto al deficit di 9.310 milioni registrato nell'anno 2009. Nel precedente biennio 2007-2008 il saldo tra entrate e uscite è risultato rispettivamente pari a -7016 milioni e -2.024 milioni. Il peggioramento dei conti, si spiega nel rapporto, è dipeso in larga parte dall'impatto occupazionale negativo prodotto dalla crisi economica che ha causato una riduzione del numero dei lavoratori attivi da 24.194.000 nel 2009 a 23.932.000 nel 2010, con un conseguente forte rallentamento delle entrate contributive; ma anche dall'incremento della spesa per le prestazioni, proseguito in linea con l'andamento degli ultimi anni, nonostante vi sia stata un'ulteriore riduzione del numero delle pensioni vigenti alla fine dell'anno, risultate pari a 18.247.000 rispetto alle 18.395.000 registrate nel 2009. Tale dinamica è imputabile all'aumento della pensione media, passata da 12.200 euro del 2009 a 12.500 del 2010 per effetto sia dell'indicizzazione (pari allo 0,6% a gennaio 2010) ma soprattutto della sostituzione tra nuove pensioni, di importo mediamente più elevato, rispetto alle pensioni cessate. Da rilevare anche la prosecuzione del calo delle pensioni di invalidità che, nel biennio 2009-2010, per la prima volta sono scese sotto il 10% del totale prestazioni. Quanto alle gestioni che concorrono maggiormente alla formazione del deficit, queste sono: a) quella dei dipendenti pubblici (ex Inpdap) che, al netto delle entrate corrispondenti all'aliquota aggiuntiva, ha evidenziato nel 2010 un deficit di 16.880 milioni di euro a fronte di 14.405 del 2009 (il progressivo peggioramento del saldo è dipeso in parte dalla continua riduzione dei lavoratori delle amministrazioni pubbliche e, in parte, dall'aumento dei trattamenti medi cresciuti del 4,7% nel 2009 e del 2,5% nel 2010, che sono più elevati di circa l'80% rispetto a quelli dei dipendenti privati); b) quella dei lavoratori agricoli autonomi, che presenta un disavanzo di 2.759 milioni (con un rapporto di circa un attivo ogni quattro pensionati), le gestioni degli artigiani e dei commercianti, che complessivamente hanno visto salire il saldo negativo tra contributi e prestazioni a 3.391 milioni di euro. In questo contesto, solo le Casse e la gestione separata Inps presentano i conti in attivo

La busta arancione. Uno dei principali fronti che ha visto impegnato il Nucleo di valutazione della spesa previdenziale, che, Brambilla ricorda, lavora a titolo gratuito dopo una norma Taglia Spese del 2008, è stato il coordinamento e la verifica dell'operazione di costituzione e gestione del Casellario nazionale dei lavoratori attivi, ora Anagrafe Centrale delle posizioni previdenziali attive. Riguardo alla costituzione di un'unica Banca Dati, ricorda il rapporto, si è riusciti a far colloquiare 22 enti e casse che gestiscono oltre 40 forme assicurative e previdenziali, interessando la totalità dei lavoratori attivi, dei pensionati e delle pensioni. Attualmente nell'archivio centrale risiedono le posizioni contributive di circa 40 milioni di assicurati. La prima operazione ha visto l'invio di un primo campione di 100 mila Eci (una sorta di busta arancione con i dati sul futuro pensionistico) selezionati con criterio puro di campionamento. Risolti alcuni problemi tecnici, a breve dovrebbero essere raggiunti tutti i circa 6.000.000 di lavoratori che hanno posizioni assicurative presso due o più enti e con una percentuale di copertura del nastro contributivo uguale o superiore all'80%.

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