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Leggi antimafia: test e controlli ai collegi sindacali

del 25/05/2012
di: di Antonio Ciccia e Luigi Chiarello
Leggi antimafia: test e controlli ai collegi sindacali
Controlli antimafia anche sul collegio sindacale. È questa una delle novità dello schema di decreto legislativo correttivo delle leggi antimafia che sarà esaminato oggi dal consiglio dei ministri e che modifica le norme sulla documentazione antimafia. Vediamo le principali novità.

Soggetti sottoposti a verifica antimafia. Si precisa la documentazione antimafia necessaria per i Geie, gruppi europei di interesse economico, deve riguardare chi rappresenta gli imprenditori o le società consorziate. Ma non solo. Per le associazioni e società di qualunque tipo, anche prive di personalità giuridica, la documentazione antimafia deve essere riferita anche ai soggetti membri del collegio sindacale o al sindaco e ai soggetti che svolgono i compiti di vigilanza in base al decreto 231/2001 (relativo alla responsabilità amministrative delle persone giuridiche per reati di manager e dipendenti). Altra precisazione riguarda le società costituite all'estero, prive di una sede secondaria con rappresentanza stabile nel territorio italiano: la documentazione antimafia deve riferirsi a coloro che esercitano poteri di amministrazione, di rappresentanza o di direzione dell'impresa. Infine per le società di capitali concessionarie nel settore dei giochi pubblici la documentazione antimafia deve riferirsi anche ai soci persone fisiche che detengono, anche indirettamente, una partecipazione al capitale o al patrimonio superiore al 2%, ai direttori generali e ai soggetti responsabili delle sedi secondarie o delle organizzazioni in Italia di soggetti non residenti. Nell'ipotesi in cui i soci persone fisiche detengano la partecipazione superiore alla soglia mediante altre società di capitali, la documentazione deve riferirsi anche al legale rappresentante e agli eventuali componenti dell'organo di amministrazione della società socia, alle persone fisiche che, direttamente o indirettamente, controllano tale società, ai direttori generali e ai soggetti responsabili delle sedi secondarie o delle stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti. La documentazione deve riferirsi anche al coniuge non separato. La comunicazione antimafia ha una validità di sei mesi dalla data dell'acquisizione. L'informazione, invece dodici mesi.

Informazione antimafia. Il decreto correttivo prevede una circolarità dell'informazione antimafia. Si precisa, infatti, che l'informazione antimafia interdittiva deve tempestivamente essere comunicata anche in via telematica, tra gli altri: al soggetto che ha richiesto il rilascio dell'informazione antimafia; alla camera di commercio del luogo dove ha sede legale l'impresa oggetto di accertamento; al prefetto; all'osservatorio centrale appalti pubblici, presso la direzione investigativa antimafia; all'osservatorio dei contratti pubblici relativi ai lavori, servizi e forniture istituito presso l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici; all'Autorità garante della concorrenza e del mercato; ai ministeri delle infrastrutture e trasporti e dello sviluppo economico; e, infine, agli uffici delle Agenzie delle entrate.

Banca dati. Il codice antimafia prevede l'istituzione di una banca dati nazionale unica della documentazione antimafia per raccogliere tutte le informazioni a tema. Il decreto correttivo interviene con una disposizione transitoria: fino all'attivazione della banca dati, enti pubblici e concessionari di pubblico servizio acquisiscono d'ufficio tramite le prefetture la documentazione antimafia, che consulterà il Ced delle Forze di Polizia e le altre banche dati attualmente disponibili.

Agenzia beni confiscati. Sarà l'avvocatura dello stato a rappresentare in giudizio l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

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