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Poca chiarezza sull'Imu, si parte col piede sbagliato

del 25/05/2012
di: di Maurizio Bonazzi
Poca chiarezza sull'Imu, si parte col piede sbagliato
Debutto con caos per l'Imu. Migliaia di contribuenti che si sono recati in banca o in posta per effettuare il versamento dell'acconto, ieri sono stati rispediti a casa in quanto, su disposizione dell'Agenzia delle entrate, da mercoledì pomeriggio, in corrispondenza del codice tributo 3912 (riguardante l'imposta dovuta per l'abitazione principale) nella colonna “rateazione” del modello F24, è necessario indicare il numero della rata corrispondente alla scelta effettuata dal contribuente di pagare l'Imu in due o in tre rate. Peccato però che con la risoluzione n. 35/E del 12/4/2012, con la quale sono state diramate le istruzioni operative per la compilazione del modello F24, nulla fosse stato detto al riguardo. E così i Caf hanno già rispedito al mittente un milione e mezzo di F24 (secondo la stima fornita dai Caf delle Acli) senza l'indicazione del numero della rata. La consulta dei Caf è immediatamente intervenuta contattando l'Agenzia delle entrate la quale ha fatto sapere che comunicherà a banche e poste che il dato in questione è facoltativo e che pertanto l'F24 dovrà essere accettato anche privo di tale indicazione. In dettaglio, la consulta dei Caf evidenzia in una nota che “nella giornata di oggi (ieri, ndr) si è verificato un problema nella ricezione da parte di Banche e Poste degli F24 dei contribuenti che riportano il codice tributo 1912 “Casa di abitazione e relative pertinenze”. Per questa tipologia di F24, in base alle disposizioni avute dall'Agenzia delle Entrate, la procedura di Banche e Poste rilevava infatti un errore nella mancata indicazione del campo “rate”. I contrubuenti si sono visti respingere i Modelli F24 e non hanno potuto procedere al pagamento. Su sollecito della consulta dei Caf”, prosegue la nota, “la Direzione dell'Agenzia delle Entrate ha tempestivamente trasmesso alla rete interna di Banche e Poste un comunicato che rettifica la precedente indicazione e dà disposizione di non rendere obbligatorio il campo “rate” nella loro procedura di acquisizione. La questione è quindi risolta, e i contribuenti potranno adempiere al pagamento senza ulteriori disagi e con i modelli F24 già in loro possesso”. In serata l'amministrazione finanziaria ha diramato un comunicato (riprodotto in pagina) in cui si spiegano i termini della vicenda e la soluzione adottata: le deleghe già compilate senza l'indicazione della scelta della rata sono comunque considerate corrette e devono essere accettate dagli intermediari della riscossione

Come se non bastasse, per il calcolo della prima rata, si aggiunge un ulteriore problema nel caso in cui l'immobile non sia stato posseduto per tutto il primo semestre del 2012. Dall'analisi della circolare n. 3 del 18/5/2012 emerge, infatti, un cambio di rotta rispetto alle indicazioni a suo tempo fornite dallo stesso Mef (circ. n. 3/fl/2001) con riguardo all'Ici: in caso di acquisto dell'immobile intervenuto nei primi sei mesi dell'anno, l'acconto non deve essere calcolato in ragione dei mesi di possesso nel semestre essendo necessario determinare l'imposta dovuta per tutto il 2012 e quindi moltiplicare il risultato ottenuto per il 50%.

L'art. 9, comma 3, del d.lgs. n. 23/2011, applicabile anche all'Imu “sperimentale” in virtù del rinvio operato dall'art. 13, c. 1, del d.l. n. 201/2011, dispone che “i soggetti passivi effettuano il versamento dell'imposta dovuta al comune per l'anno in corso in due rate di pari importo, scadenti la prima il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre”. Seguendo quindi il dettato normativo, per il calcolo dell'acconto di giugno dovuto per un immobile posseduto solo nei primi due mesi del 2012, si dovrebbe partire dalla determinazione dell'imposta dovuta per “l'anno d'imposta” e quindi dividere per due il risultato ottenuto. La prima rata dovrebbe quindi essere versata entro il 18/6 e la seconda pagata entro il 17/12. E invece, secondo il Mef (es. 3 di pag. 49 e 2 di pag. 53 della circolare), nel caso prospettato, entro il 18/6 il contribuente deve pagare tutto il tributo (e non il 50%) dovuto, di fatto, per l'intero anno d'imposta. Tale assunto si pone in evidente contrasto con ulteriori esempi, contenuti sempre nella stessa circolare (a pag. 42 e 53), con i quali viene esposto il calcolo dell'acconto dovuto per un fabbricato posseduto dai primi giorni di aprile 2012.

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