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Avvisi bonari senza impugnazione, tutto come prima

del 24/05/2012
di: di Duilio Liburdi
Avvisi bonari senza impugnazione, tutto come prima
Non cambia nulla sugli avvisi bonari: per l'Agenzia delle entrate non sono atti impugnabili e, in sede di contenzioso, non verrà richiesta l'inammissibilità del ricorso contro la cartella in caso di mancata impugnativa degli avvisi stessi. È questo il contenuto del comunicato stampa diramato ieri dall'Agenzia delle entrate in relazione alla pronuncia della Cassazione n. 7344 nella quale, in via generale, è stata illustrata l'impugnabilità delle comunicazioni di irregolarità previste in relazione alle attività di liquidazione e di controllo formale. Attraverso il comunicato, in maniera del tutto condivisibile, l'Agenzia delle entrate ribadisce la posizione illustrata con la risoluzione n. 110 del 22 ottobre 2010. Nel documento di prassi, l'amministrazione aveva richiamato, due sentenze della Corte di cassazione delle sezioni unite (16293 e 16248 del 2007 richiamate anche nel comunicato di ieri) nelle quali era stato affermato come gli avvisi bonari non sono immediatamente impugnabili dinanzi alla commissione tributaria in quanto costituiscono un invito a fornire eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente nella liquidazione del tributo. Quindi, secondo la Corte, gli stessi manifestano una volontà impositiva che non si è ancora del tutto perfezionata e formalizzata ma è solo in itinere non potendo peraltro, in linea di principio, essere annullati in autotutela. Va ricordato che, come già osservato in sede di primo commento, nella recente pronuncia la Cassazione non ha inteso sancire un principio di non impugnabilità della cartella in caso di mancata impugnativa dell'avviso bonario, tant'è vero che proprio in relazione alla cartella è stato affermato che essa costituisce un atto impositivo nuovo che va a sostituirsi al precedente avviso. Coerentemente, dunque, il comunicato dell'Agenzia afferma come, in caso di contenzioso sul ruolo (e dunque relativamente alla successiva cartella esattoriale), non verrà richiesta l'inammissibilità del ricorso in caso di mancata impugnativa dell'avviso bonario. Che, implicitamente, dunque, il contribuente potrà comunque impugnare. Stessa conseguenza potrebbe verificarsi ai fini del reclamo, nel senso che dinanzi a una istanza ai sensi dell'articolo 17-bis del dlgs n. 546 del 1992 la stessa non potrà definirsi inammissibile se, in precedenza, il contribuente ha avviato un contenzioso rispetto all'avviso. Giunge del tutto opportuna la precisazione così immediata dell'Agenzia che, anche sotto l'aspetto tecnico è da ritenere in linea con la giurisprudenza delle sezioni unite. Sarebbe interessante, specularmente, che l'Agenzia intervenisse anche in relazione a una fattispecie simile quale quella dell'impugnativa del diniego rispetto a una istanza di interpello disapplicativo dove, anche in questo caso, si «scontrano» posizioni divergenti tra amministrazione e Cassazione.

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