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Crediti e imprese: lo stato paga con buoni del tesoro

del 24/05/2012
di: di Luigi Chiarello
Crediti e imprese: lo stato paga con buoni del tesoro
I crediti da oltre mille euro, che le imprese vantano verso le pubbliche amministrazioni statali, per aver venduto beni e servizi, potranno essere pagati su richiesta dei fornitori mediante titoli di stato. Il budget che lo stato mette a disposizione per finanziare l'operazione ammonta a due miliardi di euro. Ai creditori verranno assegnati speciali Certificati di credito del Tesoro, che avranno decorrenza dal primo novembre prossimo e scadenza fissata al primo novembre 2016. Le domande per l'assegnazione dovranno essere inoltrate entro il 28 giugno 2012 al ministero debitore. Il taglio minimo dei buoni del tesoro sarà di 1.000 euro; l'interesse sarà fisso e pagabile in rate semestrali posticipate. Un decreto di emissione dei certificati di credito fisserà, di volta in volta, il tasso di interesse applicato, in base alle condizioni di mercato vigenti al momento dell'emissione del buono. Lo prevede un decreto del ministro dell'economia, già bollinato dalla Ragioneria dello stato e firmato da Mario Monti. Il provvedimento rende operativa la facoltà di pagamento rapida, decisa il 24 gennaio scorso col decreto legge 1/2012 (liberalizzazioni, ndr), poi convertito nella legge 27/2012. Che prevede che i crediti maturati al 31 dicembre 2011, su richiesta dei creditori, possano essere estinti mediante titoli di stato «in luogo del pagamento disposto con le risorse finanziarie». Di più. In merito alla copertura finanziaria assicurata dallo stato per l'operazione, il decreto liberalizzazioni dispone che il budget di due mld di euro (confermato nel dm attuativo) possa «essere incrementato»; ma a scapito dei fondi speciali stanziati per la reiscrizione dei residui passivi perenti (di parte corrente e di conto capitale), la cui dotazione lo stesso decreto liberalizzazioni ha stabilito essere di 2,7 mld di euro. Andiamo ora a vedere come il decreto del ministro dell'economia disciplini caratteristiche dei titoli e modalità di assegnazione.

Le richieste. In primis, il decreto spiega che le imprese che intendono farsi pagare con titoli di stato devono indicare nella domanda di assegnazione degli stessi l'importo del credito vantato, al netto di rimborsi o compensazioni (parziali o totali) già ottenuti o effettuati. La domanda andrà inoltrata all'amministrazione debitrice, che ha assunto l'impegno di spesa a bilancio per la fornitura ricevuta. Attenzione: in caso di fusione tra società, la domanda di estinzione del credito mediante assegnazione di titoli di stato dovrà essere presentata dalla incorporante. O dalla società risultata dalla fusione.

I crediti alienabili. I debiti verso i fornitori, che le amministrazioni dello stato potranno alienare con titoli di stato, ovviamente, non devono essere stati già pagati, ma devono aver generato al 31 dicembre scorso residui passivi iscritti a bilancio o residui perenti iscritti sul conto patrimoniale dell'amministrazione. Il dm fissa anche un paletto: il pagamento delle somme dovute, dice, «non deve comportare un peggioramento dell'indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni». E, proprio per questo motivo, lo stesso dm dispone che i crediti alienabili siano quelli contratti dalle amministrazioni centrali per soddisfare «i consumi intermedi».

Le domande. Le istanze delle imprese fornitrici ai ministeri dovranno essere elaborate in facsimile, utilizzando modelli scaricabili dai siti internet www.mef.gov.it, www.dt.tesoro.it/it e www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/. Il ministero debitore a cui verrà consegnata la domanda dovrà rilasciare ricevuta. Nel caso di istanza inviata al dicastero con raccomandata a/r, per l'ordine di presentazione farà fede la data di spedizione della domanda.

Le verifiche, l'inserimento nell'elenco creditori, il pagamento. Una volta che gli uffici del ministero debitore avranno verificato l'esistenza del credito e il rispetto dei requisiti necessari affinché sia liquidabile, stileranno un elenco dei crediti in ordine di precedenza. Che sarà per anno, a partire dal meno recente; poi per data del titolo di pagamento. E, infine, per importo, a partire dal meno elevato. La lista dei crediti alienabili sarà poi sdoppiata: una parte conterrà i residui passivi al 31 dicembre 2011, l'altra i residui andati in perenzione. In entrambe le sottoliste dovranno essere inserite per ciascun credito vantato tutte le informazioni utili a soddisfare il richiedente titoli di stato (dati dell'istanza; ammontare del credito complessivo; ammontare del credito rimborsabile con titoli di stato; ammontare del credito rimborsabile per via ordinaria; giustificativo di spesa; clausole, ecc). Le liste verranno poi spedite entro fine luglio agli uffici centrali del Bilancio, che fatti i dovuti accertamenti, le trasmetteranno entro il 28 settembre successivo alla Ragioneria dello stato. Quest'ultima (svolte le verifiche di competenza) invierà l'elenco dei creditori al Tesoro, entro il 31 ottobre 2012; con l'indicazione degli importi da estinguere mediante titoli di stato. A quel punto, il Tesoro procederà all'emissione e all'assegnazione dei titoli mediante Bankitalia, dando contemporaneamente comunicazione all'Agenzia delle entrate dell'importo dei titoli in corso di assegnazione.

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