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Casse, i bilanci a 50 anni ora fanno meno paura

del 23/05/2012
di: di Daniele Cirioli e Ignazio Marino
Casse, i bilanci a 50 anni  ora fanno meno paura
Cessato allarme sul bilancio tecnico a 50 anni per le casse professionali. Si tratta di una verifica a carattere straordinario, cioè una tantum per l'anno 2012. E, soprattutto, non vincolata al solo saldo previdenziale, ossia alla sola differenza tra entrate contributive e uscite per pensioni, in quanto potrà includere i rendimenti del patrimonio (ma al tasso non superiore all'1%). A stabilirlo, tra l'altro, è la nota protocollo n. 8272 di ieri del ministero del lavoro che detta le prime indicazioni sulla riforma Fornero, in base alle decisioni della conferenza dei servizi del 18 maggio.

Salvaguardata l'autonomia. La nota, innanzitutto, far luce e dà ordine al groviglio di norme che riguardano i bilanci tecnici e la sostenibilità degli enti previdenziali privati (dlgs n. 509/1994 e dlgs n. 103/1996). L'originario principio normativo dell'equilibrio di bilancio, spiega il ministero, sta nel dlgs n. 509/1994 per cui tale equilibrio va assicurato «mediante adozione di provvedimenti coerenti alle indicazioni risultanti dal bilancio tecnico, da redigersi con periodicità almeno triennale». Lo stesso dlgs, inoltre, definisce le conseguenze dell'eventuale disavanzo economico-finanziario, stabilendo l'obbligo di assunzione dei provvedimenti necessari al riequilibrio della gestIone ovvero, in caso di impossibilità di risanamento, la liquidazione dell'ente. Con la legge n. 296/2006, poi, è stato disposto che la stabilità delle gestioni debba essere ricondotta a un periodo non inferiore a 30 anni; mentre il decreto interministeriale lavoro/economia 29 novembre 2007 ha fissato i criteri per la redazione dei bilanci tecnici su un periodo di 50 anni.

Le linee operative. È in questo quadro normativo che s'inserisce la riforma Fornero. Il comma 24, dell'articolo 24, del dl n. 201/2011 stabilisce l'obbligo, per gli enti previdenziali privati, di adottare entro il 30 settembre 2012 misure volte ad assicurare l'equilibrio tra entrate contributive e spesa per pensioni, secondo bilanci tecnici riferiti a un arco di 50 anni; in mancanza, la «pena» è l'applicazione tout court, dal 1° gennaio 2012, del calcolo contributivo delle pensioni (pro-rata) nonché del contributo di solidarietà dell'1% sulle pensioni già erogate per il biennio 2012/2013. Visto l'approssimarsi della scadenza, il ministero detta le linee operative decise in conferenza dei servizi lo scorso venerdì. In primo luogo, il ministero precisa che l'obbligo consiste in «una verifica di carattere straordinario degli equilibri finanziari di lungo periodo»: una sorta di «tagliando di manutenzione», dunque, che, a seconda dei casi, potrà produrre anche effetti permanenti, strutturati, per iniziative di riforma che eventualmente dovranno essere adottate dagli enti di previdenza. In secondo luogo, il ministero spiega che, ai fini della verifica, non essendo stata modificata la previgente disciplina sulla redazione dei bilanci tecnici, devono ritenersi confermati i criteri del citato dm 29 novembre 2007, con la conseguenza che si potrà tener conto del valore dei rendimenti del patrimonio, aspetto su cui si sono battute le casse professionali. In terzo luogo, in ordine all'arco temporale di riferimento, il ministero spiega che è necessario che i bilanci tecnici siano redatti su un periodo di 50 anni. Il quarto punto spiega che i parametri macroeconomici per aggiornare gli scenari saranno resi disponibili entro il mese di giugno.

Al quinto punto, infine, il ministero indica la misura del tasso di redditività del patrimonio: 1% in termini reali, in considerazione dell'attuale situazione dei mercati finanziari.

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