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Richiesta per cambiare cognome: istanza al prefetto

del 23/05/2012
di: di Antonio G. Paladino
Richiesta per cambiare cognome: istanza al prefetto
Il cittadino che intende cambiare nome o cognome dovrà esporre nella domanda da inviare al prefetto le ragioni di tale richiesta. Ciò, in quanto l'istante non ha un diritto al cambiamento ma il provvedimento è soggetto a discrezionalità amministrativa. È quanto si evince dalla lettura della circolare n. 14 del 21 maggio scorso, emanata dal Viminale per fornire chiarimenti sulla procedura di cambiamento del nome o del cognome contenute nel dpr 13 marzo 2012, pubblicato sulla G.U. del 10 maggio scorso e che entreranno in vigore dal prossimo 9 luglio. Disposizioni che individuano nel prefetto (e non più al ministro dell'interno) l'unica autorità decisionale in materia. L'iter di cambiamento inizia con la presentazione della domanda al prefetto della provincia del luogo di residenza o anche di quello nella cui circoscrizione è situato l'ufficio dello stato civile dove si trova l'atto di nascita. La novella, qui, sta nel fatto che si potrà presentare l'istanza di cambiamento anche al prefetto competente per territorio del luogo di nascita e non solo in quello di residenza. Se l'istanza è relativa a minorenni, la stessa deve essere presentata congiuntamente dai genitori. Qualora ciò non fosse possibile, l'istanza potrà presentarla uno dei due, ma con notifica del decreto di autorizzazione all'altro genitore. Le motivazioni che portano il cittadino alla richiesta di cambiare il proprio nome o cognome devono essere obbligatoriamente esposte. Il prefetto, infatti, deve valutare il merito della richiesta stessa ed accertare che da questa non si intacchino esigenze di pubblico interesse che portino ad un rigetto della domanda. Né è prova che lo stesso prefetto, al termine dell'iter, emana un decreto con un vero e proprio «giudizio di ponderazione». Se dovesse concludere negativamente, il prefetto avvisa per iscritto l'interessato mettendo nero su bianco le ragioni, invitandolo a proporre le proprie controdeduzioni. Trascorso il termine assegnato, il prefetto emette un provvedimento di diniego. Mentre, se l'istanza verrà accolta, il prefetto emetterà un decreto con il quale il richiedente verrà autorizzato a fare affiggere nel comune di residenza ed in quello di nascita (se non coincidono), un avviso contenente il sunto della domanda. Tale avviso dovrà restare affisso per 30 giorni all'albo pretorio online del sito.
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