Revisione degli incentivi per le aree di crisi. La riforma mira a rafforzare gli incentivi per la reindustrializzazione delle aree di crisi, già inizialmente riformati nel corso del 2009. Le modifiche introducono in particolare due elementi fondamentali quali il progetto di riconversione e riqualificazione industriale e la nozione di crisi industriale complessa. Nello specifico, sono definite situazioni di crisi industriale complessa, quelle che, a seguito di istanza di riconoscimento della regione interessata, riguardano specifici territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale derivante da una crisi di una o più imprese di grande o media dimensione con effetti sull'indotto oppure una grave crisi di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione nel territorio. Non sono invece oggetto di intervento le situazioni di crisi che risultano risolvibili con risorse e strumenti di competenza regionale. La gestione degli incentivi rimane in capo all'agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa. I progetti di riconversione e riqualificazione industriale saranno adottati mediante appositi accordi di programma, le cui opere saranno dichiarate di pubblica utilità, urgenti ed indifferibili.
Consorzi export aperti a commercio e servizi. Si amplia sensibilmente la platea dei soggetti che possono entrare a far parte dei consorzi per l'internazionalizzazione, potranno partecipare ai consorzi anche enti pubblici e privati, banche e imprese di grandi dimensioni.
Questi soggetti, però, non potranno beneficiare dei contributi previsti a favore dei consorzi. Sono, inoltre, estesi i settori di appartenenza delle aziende consorziate al settore dei servizi e a quello commerciale. Si tratta di un importante aggiornamento della normativa esistente, che risale agli anni 80; la nuova disciplina sostituirà infatti quanto previsto fino ad oggi dalla legge n. 83/89 «interventi di sostegno per i consorzi tra piccole e medie imprese industriali, commerciali ed artigiane» e dall'articolo 10 della legge n. 394/81 «conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251, concernente misure a sostegno delle esportazioni italiane».
Si rafforzano i controlli sui progetti agevolati. Uno stanziamento annuo di 400 mila euro, proveniente direttamente dal «fondo per la crescita sostenibile», garantirà lo svolgimento delle ispezioni di controllo disposte internamente al ministero dello sviluppo economico sui progetti agevolati. Questa norma dovrebbe permettere di superare le difficoltà manifestatesi fino ad oggi nel reperimento delle risorse per finanziare le attività di controllo sugli interventi agevolativi. Lo stesso ministero, inoltre, del nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della guardia di finanza per le stesse attività di controllo.
