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Paga il dazio in Italia il bene americano di passaggio

del 23/05/2012
di: di Debora Alberici
Paga il dazio in Italia il bene americano di passaggio
Deve pagare il dazio all'Italia chi introduce della merce americana nello spazio comunitario, per esempio passando dalla Francia, per poi uscirne e rientrare nel Belpaese.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 19409 del 22 maggio 2012, ha confermato la condanna pronunciata dalla Corte d'appello di Trieste a carico di un cittadino sloveno che aveva introdotto della merce battente bandiera americana entrando nello spazio comunitario da Tolone, passando poi per la Croazia, e infine sbarcando a Trieste.

In particolare ad avviso della terza sezione penale e in linea con la difesa del trasportatore, ai sensi dell'art. 215, comma 4, dei Reg, Ce 2913/92 del Consiglio, istitutivo del Codice doganale comunitario, l'obbligazione doganale sorge nel tempo e nel luogo dello spazio doganale comunitario in cui la merce è stata introdotta per la prima volta.

La disposizione, però, trova applicazione solo nell'ipotesi in cui la merce, dopo essere stata introdotta nello spazio doganale comunitario, continui a circolare nei paesi della Comunità europea. La stessa regola non appare applicabile, invece, quando la merce, soggetta al pagamento dei diritti di confine, non corrisposti, dopo essere entrata nell'area doganale comunitaria, ne esca per essere trasferita in un paese che non fa parte della Comunità europea.

In tal caso, una nuova introduzione della stessa merce in ambito comunitario fa sorgere l'obbligazione doganale nel luogo della nuova introduzione.

L'interpretazione della norma nei sensi precisati emerge con chiarezza dalla regolamentazione riservata in via generale all'introduzione o reintroduzione delle merci non comunitarie, nonché di quelle comunitarie.

«Le merci non comunitarie, infatti, allorché vengono riesportate fuori dello spazio doganale comunitario, ai sensi dell'art. 182 del Codice, si sottraggono alla vigilanza doganale prevista dall'art. 37, sicché la loro reintroduzione nello spazio doganale comunitario determina nuovamente la sottoposizione delle stesse merci a detta vigilanza ed il sorgere dell'obbligazione doganale».

Anche ai sensi dell'art. 202, comma 1 lett. b), del Codice, inoltre, le merci non comunitarie, per le quali non siano stati corrisposti i diritti di confine, allorché vengano irregolarmente introdotte in altra parte del territorio doganale comunitario, fanno ivi sorgere l'obbligazione doganale all'Importazione.

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