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Mediazione tributaria: ridotto il carico dei processi

del 22/05/2012
di: Marco Caiazzo
Mediazione tributaria: ridotto il carico dei processi
«La mediazione tributaria, in quanto strumento deflativo del contenzioso, potrà ottenere risultati positivi nella riduzione dei tempi della giustizia tributaria». A fare il punto sul nuovo istituto è Giovanni Prisco, numero uno dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Nola. «Occorre però fare attenzione ad alcuni elementi di criticità, come il requisito della terzietà, in quanto il funzionario dell'Agenzia delle entrate rappresenta anche il mediatore tributario, ossia colui che dovrebbe porre una soluzione alla vicenda. Sarà necessaria quindi molta obiettività».

«Uno dei vantaggi maggiori», sottolinea Pietro Raucci, numero uno dell'Odcec di Caserta, «è il poter ottenere una risposta in tempi brevi, entro 90 giorni. Sono ottimista sui risultati, e credo che l'impatto sul contribuente possa essere positivo: in un arco di tempo non eccessivamente ampio sarà possibile sapere se ottenere una concreta riduzione sull'accertato o se continuare nel contenzioso. Un istituto utile, quindi, per dirimere le questioni prima che queste vadano presso le Commissioni tributarie».

Secondo Clelia Buccico, professore associato di Diritto tributario presso la Seconda Università di Napoli, «l'istituto della mediazione tributaria è stato introdotto nel testo del processo con l'obiettivo di deflazionare il contenzioso per cause su importi ridotti. Uno dei limiti, probabilmente, è che se non si accetta la proposta di mediazione fatta dall'Agenzia delle entrate, successivamente non è possibile inserire altri elementi all'interno del ricorso, in quanto il reclamo all'amministrazione finanziaria viene trasposto nel ricorso alla Commissione tributaria. Un limite inserito dal legislatore per fare sì che il contribuente sia stimolato ad utilizzare il reclamo».

«Sicuramente», continua Buccico, «si tratta di uno strumento positivo per ridurre il contenzioso tributario, ma ci sono dei vincoli stringenti che “incastrano” il contribuente nelle scelte dell'amministrazione finanziaria. Come avvenuto per la mediazione civile e commerciale, nata per ridurre i processi civili, anche la mediazione tributaria nasce allo scopo di ridurre il contenzioso, ma va evidenziato come nella norma ci siano alcuni elementi che andrebbero approfonditi in un'ottica di tutela del contribuente».

Un'opinione condivisa dalla commercialista Immacolata Vasaturo: «Indubbiamente ci sono le potenzialità per snellire il contenzioso e di ciò potranno avvantaggiarsi anche i professionisti. L'amministrazione finanziaria ha dimostrato di tenere in considerazione quel principio di economicità che potrebbe contribuire a rendere più efficienti le commissioni e la loro azione di recupero».

«Un segnale importante», evidenzia Vasaturo, «arriva dalla dichiarata disponibilità, da parte dell'Agenzia delle entrate, a valutare i reclami dei contribuenti per pervenire ad accordi di mediazione: l'amministrazione finanziaria ha creato delle strutture autonome e formato dei funzionari ad hoc. Questo grande sforzo dimostra l'intenzione di migliorare il rapporto Fisco-contribuente».

Il forum «La mediazione tributaria», moderato da Vincenzo Moretta, consigliere segretario Odcec Napoli, sarà aperto dagli indirizzi di saluto di Paolo Graziano, presidente Unione Industriali della provincia di Napoli; Achille Coppola, numero uno dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili del capoluogo; Carmine Antonio Esposito, presidente di sezione Ctr Campania; Enrico Sangermano, direttore regionale dell'Agenzia delle entrate Campania. Interverranno Vincenzo Busa, direttore centrale Affari Legali e Contenzioso dell'Agenzia delle entrate; Immacolata Vasaturo; Baldino Coppola, capo ufficio legale Agenzia delle Entrate Campania; Pietro Raucci; Giovanni Prisco; Tonino Ragosta, consigliere delegato Contenzioso Odcec Napoli; Nicola Altiero, comandante del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Napoli; Clelia Buccico. Le conclusioni saranno affidate a Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

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