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Fatture false, doppia condanna per imprese collegate

del 22/05/2012
di: Debora Alberici
Fatture false, doppia condanna per imprese collegate
Linea dura per le frodi fiscali nell'ambito di imprese collegate. Infatti scatta una doppia condanna (emissione e utilizzazione di titoli inveritieri) a carico dell'imprenditore che emette le fatture false in favore di un'altra azienda (utilizzatrice) della quale è amministratore. Lo ha sancito la Corte di cassazione con la sentenza n. 19247 del 21 maggio 2012. Insomma, in questo caso cade la regola generale per cui non è punibile a titolo di concorso l'emittente delle fatture false e l'utilizzatore. Ad avviso della terza sezione penale, infatti, «deve ritenersi infondata l'interpretazione che esamina la fattispecie ex artt. 2 e 9 del dlgs 10 marzo 2000, n. 74 avendo riguardo al profilo meramente soggettivo rappresentato dalla identità delle persone chiamate a rispondere dei due reati. Ciò che l'art. 9, citato, intende evitare non è, in sé, la doppia punibilità della medesima persona fisica per la gestione delle medesime fatture ma la punibilità della medesima persona una volta a titolo diretto per la propria condotta di utilizzazione delle f.o.i. e una seconda volta per concorso morale nella diversa e autonoma condotta posta in essere dall'emittente con cui ha preso accordi».

In altri termini, la disposizione prevista dall'art. 9 del dlgs 10 marzo 2000, n. 74, contenente una deroga alla regola generale fissata dall'art. 110 c.p. in tema di concorso di persone nel reato esclude la rilevanza penale del concorso dell'utilizzatore nelle condotte del diverso soggetto emittente, ma non trova applicazione quando la medesima persona proceda in proprio sia all'emissione delle f.o.i. sia alla loro successiva utilizzazione.

La vicenda riguarda una complessa frode fiscale posta in essere da alcune società aventi lo stesso amministratore o un uomo di fiducia. Dopo un'indagine della Guardia di Finanza il vertice aziendale era stato accusato per emissione di fatture false e utilizzazione. Due capi di imputazione, uno dei quali cancellati dal Gip in virtù dell'ormai consolidato principio per cui i due reati non possono concorrere ai sensi dell'articolo 9 del dlgs 74 del 2000. A opporsi a questa assoluzione la Procura presso il Tribunale di Roma alla quale la Suprema corte ha dato ragione.

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