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Lapet, finalmente arriva il riconoscimento

del 19/05/2012
di: di Lucia Basile
Lapet, finalmente arriva il riconoscimento
La Lapet è ufficialmente iscritta nell'elenco delle associazioni abilitate a partecipare alle piattaforme Ue. Il ministro della Giustizia ha finalmente firmato il decreto d'inserimento dell'associazione nell'elenco di cui all'art. 26 del dlgs 206/2007 di attuazione della direttiva 2005/36/Ce relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali (piattaforme comuni europee).

«Dopo anni di forte pressing politico, giunge a compimento l'iter avviato dalla Lapet nel lontano dicembre del 2007, quando, in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge, inoltrammo domanda di iscrizione presso l'elenco delle associazioni più rappresentative a livello nazionale delle professioni non regolamentate. La firma del ministro Paola Severino ora giunge a coronamento del nostro obiettivo. Un atto dovuto, che non poteva ammettere discrezionalità, dopo il positivo completamento dell'istruttoria e avendo ottenuto parere favorevole dai diversi tribunali amministrativi ai quali l'associazione ha fatto ricorso nel corso degli anni per l'inerzia del dicastero di via Arenula», ha commentato il presidente nazionale tributaristi Lapet Roberto Falcone.

È opportuno ricordare tutta la vicenda. Facciamo un po' di storia.

La Lapet inoltrò relativa istanza di riconoscimento presso l'allora ministero della Giustizia nel dicembre del 2007. Successivamente, in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge, avendo ricevuto parere favorevole anche dal Cnel, non essendoci motivi ostativi di annotazione dell'associazione, la Lapet più volte aveva sollecitato, mediante appositi atti di diffida il completamento dell'istruttoria. Anche il Tar del Lazio con relativa sentenza (3122 del 2009) era intervenuta a sviscerare ogni aspetto sulla legittimità delle associazioni delle professioni non regolamentate in particolare dei tributaristi alla partecipazione alle piattaforme comuni. «Peraltro per la conclusione mancando unicamente la firma dell'allora ministro Angelino Alfano, una volta scaduti i termini imposti dalla stessa diffida, non abbiamo avuto remore a presentare il ricorso nella sede competente», ha ricordato il presidente.

Infatti, perdurando l'inerzia del dicastero, a gennaio 2011 la Lapet presentò un ulteriore ricorso al Tar del Lazio che, il 23 marzo, depositò sentenza favorevole in relazione all'inserimento dell'associazione nell'elenco previsto dal decreto legislativo 206/2007.

«Ci siamo rivolti al Tribunale amministrativo regionale a causa dell'inerzia dimostrata da parte del dicastero di via Arenula, per non aver chiuso nei termini il procedimento amministrativo per l'inserimento della nostra associazione nell'elenco previsto dall'articolo 26 del decreto legislativo 206/2007, che ha recepito la direttiva 2005/36/Ce sul Reciproco riconoscimento delle Qualifiche professionali. Nello specifico il giudice amministrativo aveva assegnato al ministero della giustizia un termine massimo perentorio di 60 giorni per provvedere. Trascorso anche tale termine era stato nominato il commissario ad acta. Con l'avvicendarsi al Governo del ministro Paola Severino, perdurando l'inosservanza della sentenza, abbiamo ulteriormente proceduto a depositare al Tar del Lazio richiesta di ottemperanza con l'applicazione di sanzioni civili e penali a carico dell'inadempiente. Tale udienza si sarebbe dovuta tenere il 23 maggio prossimo. Accogliamo pertanto con maggiore gratificazione l'intervento del Ministro ancor prima dello scadere di tale termine. Abbiamo trascorso anni di illogica attesa, dal momento che, la firma del decreto da parte del ministro della Giustizia, altro non rappresentava se non l'ultimo inevitabile passaggio dopo il positivo completamento dell'istruttoria. Oltretutto, il dm n.122/2008 stabiliva chiaramente la tempistica massima necessaria per la valutazione dei requisiti delle associazioni da inserire nell'elenco: 210 giorni contro i quasi cinque anni trascorsi da quando per primi abbiamo inoltrato domanda d'iscrizione, il 3 dicembre 2007», ha concluso il presidente.

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