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Aspi in unica soluzione per avviare un'impresa

del 18/05/2012
di: di Simona D'Alessio
Aspi in unica soluzione per avviare un'impresa
L'Aspi, la nuova indennità di disoccupazione, potrà essere ritirata in un'unica tranche, e impiegata per mettere su un'attività autonoma, o entrare in una cooperativa. La misura, sperimentale per tre anni, rappresenta una delle novità di maggior rilievo della riforma del mercato del lavoro, che avanza (a ritmo rallentato) nell'XI commissione di palazzo Madama. Il braccio di ferro, ancora senza vincitori, fra i ministri Elsa Fornero (impegnata in Messico al G20) e Mario Catania sui limiti all'uso dei voucher in agricoltura, proietta, infatti, a martedì la chiusura della votazione sugli emendamenti. L'accordo, riferiscono alcune fonti, non è lontano, e si profila una soluzione sui «ticket», sottoposti nella versione originale ad una sostanziale liberalizzazione, ma che un emendamento dei relatori Maurizio Castro del Pdl e Tiziano Treu del Pd ha imbrigliato, restringendone l'utilizzo alle aziende con un volume d'affari entro i 7 mila euro, causando le proteste di sindacati ed associazioni (si veda ItaliaOggi di ieri). Nel frattempo, i senatori hanno continuato a vagliare le proposte di modifica: nella seduta notturna di mercoledì si sono espressi a favore di quella governativa sull'Aspi (l'Assicurazione sociale per l'impiego, una sorta di sussidio di disoccupazione universale, da applicare a tutti i lavoratori del settore privato, anche con contratti flessibili e a quelli a tempo determinato del pubblico) che per un triennio (a partire dal 2013) consentirà al personale di poter esigere la liquidazione degli importi dovuti in una sola rata, impiegando le risorse nell'avvio di un'impresa autonoma, nonché per associarsi in una cooperativa. Tal possibilità, si legge, è «riconosciuta nel limite massimo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015 a valere sulle risorse del Fondo per il finanziamento di interventi a favore dell'incremento in termini quantitativi e qualitativi dell'occupazione giovanile e delle donne»; limiti e modalità dell'intervento saranno determinati da un decreto che dovrà essere emanato dal ministro del welfare, di concerto con il collega dell'economia.

Approvata anche una norma finalizzata al rafforzamento dell'indennità una tantum per i co.co.pro. prevista dal disegno di legge, che dovrebbe raggiungere la cifra di 6 mila euro per chi lavora almeno 6-12 mesi in un anno. Nessun beneficio, al contrario, per coloro che stanno scontando pene detentive dopo essersi macchiati di reati di terrorismo, eversione, associazione mafiosa e strage: su proposta dei parlamentari della Lega Nord, la commissione ha appoggiato lo stop alla pensione, al sussidio di disoccupazione, e all'assegno di invalidità. Estinto il debito con la giustizia, il condannato potrà nuovamente accedere alle prestazioni, facendone richiesta. Alle 10,30 di martedì 22 riprenderanno i lavori, mentre l'approdo in aula della riforma, su cui pende la spada di Damocle della fiducia (ieri il presidente del senato Renato Schifani si è augurato che il governo non blindi il ddl), è fissato per il giorno successivo.

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